Boeri: Con quota 100 si perdono 500 euro; Genitori contro discriminazioni; Scontro su ddl Pillon

PENSIONI, BOERI: CON QUOTA 100 PENALITÀ DA 500 EURO

Chi andrà in pensione con quota 100, rispetto a una pensione piena a 67 anni, perderà 500 euro al mese. Lo dice il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso di un’audizione alla Camera. Un’analisi, la sua, senza sconti: le misure sulla previdenza costeranno 140 miliardi in piu’, dice, mentre dal taglio alle pensioni d’oro arrivera’ un risparmio di soli 300 milioni d’euro l’anno.

SCUOLA. I GENITORI AL MINISTRO: BASTA DISCRIMINAZIONI

Si chiama ‘Salta Muri’ il tavolo inter-associativo costituito da genitori, insegnanti e cittadini “indignati” per i ripetuti casi di discriminazione dei bambini nelle scuole. Da ultimo a Lodi, dove la sindaca ha escluso alcuni alunni stranieri dalla mensa. “E’ compito del ministero tutelare i minori con opportune indicazioni alle scuole, che non possono essere subordinate a scelte in contrasto con la Costituzione”, ha detto alla Camera il portavoce del tavolo Giancarlo Cavinato.

AFFIDO CONDIVISO, SCONTRO AL SENATO SUL DDL PILLON

E’ scontro sul disegno di legge sull’affido condiviso dei figli di genitori separati. “Il testo non si ritira, ma siamo aperti al contributo di tutti”, dice il senatore leghista Simone Pillon, che annuncia di non voler rinunciare a nessuna delle 112 audizioni in programma. “Quel disegno di legge va ritirato perche’ non e’ emendabile”, e’ invece la posizione del Pd che invita il M5s a non tacere per non rendersi complice. Intanto il ministro Lorenzo Fontana riceve associazioni e forum: “Priorita’ alla famiglia” nelle politiche sociali.

MEDICI IN PIAZZA: RINNOVARE CONTRATTO FERMO DA 10 ANNI

Senza un piano di assunzioni il Sistema sanitario nazionale rischia di collassare. Il personale sanitario, con i medici in prima linea, scende in piazza per denunciare una situazione “non più sostenibile”. Sono dieci anni, dicono, che attendiamo il rinnovo del contratto. Ma il cuore del problema è l’assenza di personale: servirebbero 20mila nuovi ingressi, tra medici e specializzandi. All’orizzonte ci sono due scioperi: il 9 e il 23 novembre.

17 ottobre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»