Europee, Calenda scarica il Pd: “Ormai è logoro, serve fronte comune per salvare la democrazia”

ROMA – “Alle prossime elezioni europee noi dobbiamo montare un grande fronte che mette insieme personalità credibili dell’area liberale, socialdemocratica, cattolica popolare, che si devono opporre a chi vuole portare l’Italia fuori dall’Occidente, fuori dall’Europa, impoverire e attaccare la democrazia. Non possiamo ripresentarci con il Pd perché è logoro” dice Carlo Calenda intervistato dall’agenzia Dire.

“Come sono logori- aggiunge- i partiti socialdemocratici nei paesi europei, perché hanno perso la scommessa raccontando una storia che non si è avverata. Bisogna prendere consapevolezza di questo. Io supporterò al congresso chi accetterà questa prospettiva. Minniti è una persona di ottimo livello, ha fatto un ottimo lavoro. Gentiloni è un altro”.

“L’Occidente è a pezzi come non è mai stato da un secolo a questa parte con conseguenze potenzialmente disastrose- spiega Calenda, che sul tema ha scritto un libro dal titolo ‘Orizzonti Selvaggi’- dall’inizio degli anni ’90 in poi è stata raccontata una storia per cui processi complessi come la globalizzazione e l’innovazione tecnologica erano univocamente positivi per tutti”.

“Così non è stato perché la classe media si è impoverita e ha perso dal punto di vista della mobilità sociale e soprattutto perche’ siamo una società dove il livello di analfabetismo funzionale, cioè l’ignoranza e l’incapacità di capire ciò che si legge, non si è abbassata di un millimetro. Bisogna dare strumenti culturali per cercare opportunità- conclude Calenda- e non togliere garanzie”.

“Se la prospettiva della Cgil- continua Calenda- è quella di cercare un affiancamento politico al Movimento 5 Stelle, è destinata a perdere e ciò vale anche per Confindustria, con l’endorsement alla Lega che ha fatto Boccia. Perché questi due movimenti vogliono disintermediare e quindi non accetteranno nessun tipo di ruolo vero, sia del sindacato e sia della Confindustria. Quindi è un errore tattico ed è un errore strategico per il futuro del paese”.

Landini in pole come nuovo segretario? “Con Landini ho gestito delle crisi industriali molto bene- spiega l’ex ministro- perché mi sono trovato davanti un sindacalista capace. Ma In altri casi è stato estremamente deludente, penso alla vicenda dell’Ilva dove ha di fatto boicottato per ragioni politiche un accordo che era migliore per i lavoratori, perché aveva 800 posti in più e garanzie”.

17 ottobre 2018
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