Tv, Giallini: “Affezionato a Rocco Schiavone, terza edizione? Pure quarta…”

ROMA – Una seconda edizione piena di spunti di interesse, di curiosità e pure di novità. Paradossalmente, però, dire che Marco Giallini torna a indossare i panni di Rocco Schiavone è forse non corretto. Perché Giallini è Schiavone sempre, non nel lavoro che fa, uno attore l’altro vicequestore, e non solo perché uniti dalla stessa tragedia, hanno perso la moglie entrambi, ma nella malinconia, nel sarcasmo e nell’ironia, con quell’aria scanzonata tutta romana. Mercoledì 17 ottobre le vicende del vicequestore spedito in Valle d’Aosta tornano su Raidue, con una edizione che racconterà molto di quanto lasciato in sospeso nella prima edizione di un paio di anni fa. Grande successo con la prima, tutto lascia presupporre che sarà bissato nella seconda: “In questo lavoro non credo ci sia nulla di automatico- ha raccontato Schiavone all’agenzia Dire- devi dare sempre il meglio di te, anzi forse il doppio per non deludere le aspettative di chi ha amato la prima stagione. Io ci spero insomma, che vada sempre meglio. Anche perché molti enigmi e misteri rimasti inspiegati verranno svelati…”. Forse dietro agli ascolti straordinari di Schiavone c’è la ‘normalità’ del personaggio: “Il successo credo sia da ricercare proprio nel carattere di Rocco, un uomo trasgressivo, un ruvido dal grande cuore. Proprio questo lo rende più umano e vicino al pubblico. Non so se me l’aspettavo ma sicuramente mi fa piacere, è uno dei personaggi a cui sono più affezionato”.

Rocco Schiavone è un vicequestore con metodi forti, decisi, burbero ma comunque con un cuore grande. Per un attimo facendo un salto nella realtà di tutti i giorni, pur non volendo fare alcun confronto, in queste ore è tornato alla ribalta il caso di Stefano Cucchi. Le rivelazioni di un carabiniere hanno confermato il pestaggio del giovane romano: “Io sono felice che sia venuta fuori la verità- ha replicato Giallini- e che ci sia giustizia per questo ragazzo”. Come detto, Schiavone, è forse questo il personaggio che più si avvicina a Marco Giallini: “Ho sempre avuto un po’ il mito del capo della polizia sopra le righe o comunque malinconico, con il bavero alzato. Uno così non l’avevo mai fatto e devo dire che mi è piaciuto molto. Abbiamo dei punti in comune, è nato nel proletariato romano, alcuni amici hanno preso strade diverse, lui invece si è laureato ed è entrato in polizia. È, probabilmente, uno dei personaggi più vicini a me che abbia mai fatto“. Infine, una piccola grande anticipazione che farà contenti i fan del vicequestore: “La terza, la quarta, non so quante ne faranno. Vedremo…”.

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17 ottobre 2018
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