Anoressia, Marie Claire mette “una sana taglia 38” in copertina: e’ bufera sul web

copertina marie claire1ROMA – Un vero movimento di opinione, prevalentemente al femminile, ma non solo, agita la rete contro la taglia 38 in copertina su una delle riviste più vendute in Italia. Marie Claire mette in copertina (foto dal sito della rivista www.marieclaire.it), nel numero di novembre già in edicola, la foto di una modella seduta a terra, emaciata e magrissima e che ha già scatenato l’ira delle lettrici sui social. Tra le voci piu’ critiche, quella di Flavia Perina, ex deputata di Fli e oggi condirettore Adn-Kronos scrive: “Cara che hai fatto la copertina di Marie Claire Italia di novembre, questa me la mandi dal medico?“.

Si schiera anche Susanna Cenni, deputata del Pd: “Ho comprato spessissimo la vostra rivista. Cosa che da oggi non faro’ mai piu”, scrive. La direttrice della rivista prova a difendere la scelta editoriale con un fondo pubblicato sul sito in cui spiega: “Crediamo nella consapevolezza di ogni donna di sentirsi bene nella propria pelle, compresa in una sana taglia 38!” e aggiunge: “Marie Claire da sempre è una rivista molto attenta e sensibile alle tematiche femminili, evitando immagini che siano dei modelli negativi per le ragazze, evitando foto con sigarette per il cancro al seno o modelle anoressiche…o altro”.

La spiegazione della direttrice non convince. Anzi, sembra suscitare un vero e proprio moto di indignazione. Ancora Susanna Cenni: “La sua risposta gentile direttrice è veramente poca cosa e imbarazzante. Là fuori, oltre le copertine patinate c’è un mondo di bambine normali, di ragazze… provate a guardarle ed a parlare loro con positività. Voi state dicendo loro altro e contribuite a generare modelli ammalati, culturalmente e dal punto di vista della salute fisica”.

copertina marie claire

Anche Michela Murgia, scrittrice sarda e candidata alle elezioni della Sardegna del 2014, commenta: “Non saprei dire se è peggio la copertina o la pezza della direttrice. Spavento e disgusto”. Una lettrice risponde, in calce all’intervento di Antonelli: “Se fosse tua figlia, e si aggirasse per casa sempre con quell’aria da gatto bagnato, derelitto e incazzato, vorrei vedere se la giudicheresti ugualmente ‘sana‘”.

di Serena Tropea – giornalista

17 Ottobre 2015
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