Bepi Colombo pronto a partire

Scientificamente

Bepi Colombo pronto a partire

Inizia il conto alla rovescia per la partenza di Bepi Colombo fissata per il 19 ottobre dal Centre Spatial Guyanais. La missione è una joint venture fra l’agenzia spaziale europea e l’agenzia spaziale giapponese che rappresenta le fondamenta del programma di esplorazione di Mercurio dell’Esa. La missione è basata su due sonde distinte, il Mercury Planetary Orbiter, Mpo, che trasporterà gli strumenti destinati allo studio della superficie e della composizione interna del pianeta, attraverso sorvoli a distanza ravvicinata. Mentre il Mercury Magnetospheric Orbiter, Mmo, trasporterà gli strumenti dedicati allo studio della magnetosfera del pianeta. In particolare avrà il compito di studiare l’ambiente magnetico di Mercurio, l’interazione del vento solare e la composizione chimica della parte più esterna della sua atmosfera. Originariamente la missione prevedeva anche un lander, ma è stato cancellato a causa dell’eccessivo costo. I due elementi saranno lanciati contemporaneamente da un Ariane 5. I due orbiter sono stati collegati nella loro configurazione di lancio.

Le sonde effettueranno quindi un viaggio di 7,2 anni verso Mercurio, collegate tra di loro tramite lo specifico modulo Mercury Transfer Module, Mtm, usando una propulsione solare elettrica e la spinta gravitazionale della Terra, di Venere e di Mercurio. Mtm utilizzerà sia la propulsione ionica che quella chimica, in combinazione con la fionda gravitazionale fornita da Terra, Venere e Mercurio, per portare i due orbiter della scienza abbastanza vicini al pianeta più interno del sistema solare. L’orbiter dell’Esa userà i suoi piccoli propulsori per indirizzare Mmo nella sua orbita ellittica attorno a Mercurio, prima di separarsi e discendere verso la propria orbita, più vicina al pianeta. L’ingresso in orbita attorno a Mercurio è previsto per il dicembre 2025.

Gli obiettivi della missione sono molteplici. In generale gli scienziati si sono prefissati di studiare la composizione, la geofisica, l’atmosfera e la storia di Mercurio, in particolare vorrebbero: studiare l’origine e l’evoluzione del pianeta vicino alla sua stella, esaminare ciò che resta dell’atmosfera di Mercurio, sondare la magnetosfera del pianeta, determinare le origini del campo magnetico, studiare i depositi polari del pianeta, la loro composizione e origine, oltre a effettuare test sulla teoria di relatività di Einstein.

La missione è stata dedicata a Giuseppe Colombo eminente fisico, matematico, astronomo e ingegnere padovano, nonché rinomato professore dell’Università degli Studi di Padova. Oltre a collaborare con l’Agenzia Spaziale Italiana, fu insignito della medaglia d’oro dalla Nasa per l’importanza dei suoi studi nel campo della ricerca spaziale. L’Esa, sulla falsariga della missione Rosetta, ha previsto una campagna di comunicazione che racconterà tramite cartoni animati le fasi cruciali della missione.

L’Agenzia Spaziale Italiana ha un ruolo importante nella missione, con ben 4 esperimenti su 11: Isa, Serena, More e Simbio-Sys, tutti a bordo dell’orbiter Mpo. L’accelerometro Isa, Italian spring accelerometer, avrà un ruolo fondamentale nell’esperimento Rse, Radio science experiments, della missione Esa a Mercurio BepiColombo. Isa è un accelerometro a tre assi dedicato alla misura dell’accelerazione dell’Mpo, Mercury planetary orbiter, la cui conoscenza permetterà di sfruttare nel migliore dei modi l’alta qualità dei dati di tracking.

Simbio-Sys è un sistema integrato di osservazione della superficie e caratterizzazione del pianeta con camere e uno spettroscopio sviluppato da Selex a guida scientifica Asi. More è l’esperimento di radioscienza basato sul trasponditore di bordo in banda Ka ancora di TAS-I. Serena è l’esperimento per lo studio dell’ambiente particellare mediante i due analizzatori di particelle neutre Elena e Stofio, quest’ultimo realizzato dalla SouthWest Research Institute-Usa e due spettrometri di ioni Mipa e Picam.

Il prossimo passo è il rifornimento di propellente di Mpo e Mtm in programma per la settimana che va dal 5 al 12 settembre, tappa finale della preparazione della sonda in attesa del lancio fissato per il 19 ottobre. La fine ipotizzata della missione estesa è fissata per il primo maggio del 2028. Un altro passo per cercare di carpire i segreti dell’universo, in memoria di uno scienziato che non poneva limiti, famosa una sua frase durante un discorso all’Accademia dei Lincei: ”Sogni voi dite? No signori, realtà, realtà”.

17 settembre 2018
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