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Nel fiume Adige c’erano due maxi bombe Usa da 1.000 libre ciascuna. Rimosse dai sub della Marina

ROMA – Dal 16 al 17 settembre 2017 i Palombari del Gos (Gruppo Operativo Subacquei) del comando Subacquei ed incursori della Marina militare distaccati presso il Nucleo Sdai di Ancona (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto una delicata e complessa operazione subacquea nelle acque del fiume Adige in località Porto (Legnago, Verona) tesa a rimuovere due pericolosi ordigni esplosivi, che sono stati poi consegnati agli artificieri del 8° Regimento Genio Guastatori “Folgore” di Legnago per le successive azioni volte al loro despolettamento.

A seguito di una segnalazione effettuata il 21 aprile 2017 da un cittadino alla locale stazione dei Carabinieri, circa la presenza nel fiume di due probabili manufatti esplosivi di grosse dimensioni, la Prefettura di Verona ha richiesto agli operatori del GOS di condurre un’ispezione subacquea per effettuarne il riconoscimento. Il 29 aprile 2017 i Palombari della Marina, accompagnati sul sito dagli artificieri dell’Esercito, si sono immersi nelle acque dell’Adige confermando la presenza di due ordigni esplosivi, identificati quali bombe d’aereo statunitensi da 1.000 libbre (454 chilogrammi cadauna) risalenti alla Seconda guerra mondiale.

Al termine del sopralluogo gli operatori di Comsubin hanno rimosso ed occultato in acque più profonde e sicure una delle due bombe perché rinvenuta in posizione verticale, parzialmente riemersa e quindi in equilibrio instabile.  La Prefettura di Verona ha quindi acquisito tutte le informazioni necessarie a redigere un piano di coordinamento tra gli Enti e le Amministrazioni che sarebbero stati coinvolti nelle attività di bonifica che, in virtù della dimensione degli ordigni e della loro vicinanza a nuclei abitati, avrebbe previsto numerosi interventi necessari a tutelare la pubblica incolumità, comprensivo quello dello sgombero di numerose persone. Il 16 settembre 2017, sulla base del citato piano di coordinamento, i Palombari di Comsubin hanno svolto le attività subacquee propedeutiche ad avviare le operazioni, eliminando gli ostacoli presenti nella porzione di fiume nella quale si sarebbero dovute rimorchiare le bombe fino alle opere di contenimento realizzate dall’Esercito.

Concluse tali predisposizioni e non appena fosse stato effettuato lo sgombero di circa 10.000 persone dagli edifici e dalle strade secondo quanto previsto dalle ordinanze adottate dai Sindaci di Legnago, Villabartolomea e di Terrazzo, il 17 settembre 2017 alle 9, sono iniziate le operazioni del Gruppo Operativo Subacquei della Marina Militare che hanno permesso di imbragare gli ordigni esplosivi, sollevarli delicatamente dal letto del fiume e rimorchiarli fino alla riva dove sono stati passati in consegna agli artificieri del 8° Regimento Genio Guastatori “Folgore” di Legnago, che hanno provveduto al loro posizionamento all’interno della struttura di contenimento ed alle attività di despolettamento e brillamento, avvenuto successivamente in una area predisposta nella vicina frazione di Vigo. Le operazioni di bonifica condotte dall’Esercito e dalla Marina Militare si sono concluse alle 16 del 17 settembre, permettendo così di far rientrare alle proprie case le persone che erano state sgomberate per ragioni di sicurezza.

Questo intervento rappresenta una delle tante attività ad alto rischio che gli artificieri della Difesa conducono a salvaguardia della pubblica incolumità ogni qualvolta venga individuato un ordigno esplosivo residuato bellico, allo scopo di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro territorio, dei nostri porti e litorali, in mare o nelle acque interne. Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 12.400 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2017 ne hanno già neutralizzati 16.320 dai mari, fiumi e laghi italiani.

Con una storia di 168 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività. Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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17 settembre 2017

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