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Intervista a Roberto Giorgetti, presidente del gruppo Repubblica futura

SAN MARINO – Aver trasformato Cassa di Risparmio in una banca pubblica, “pivot” per tutto il sistema finanziario del Titano,“con i necessari interventi di patrimonializzazione”, è di certo “l’intervento più significativo” realizzato negli 8 mesi di legislatura targata “Adesso.sm”. Roberto Giorgetti, capogruppo di Repubblica Futura, nell’intervista a SMNA, rivendica i risultati ottenuti in meno di un anno di governo dalla sua coalizione e soprattutto, l’aver avuto il coraggio di mettere in atto “proposte concrete per risolvere problemi”. Mentre da parte delle opposizioni, oltre alle critiche, di proposte “ ne abbiamo sentite ben poche”, stigmatizza. Dopo una settimana di lavori consiliari, rispondendo alle domande dell’intervista, Giorgetti affronta quindi i temi di attualità, quali il bilancio di Cassa di Risparmio e le iniziative del governo per ripianare le perdite, torna sul licenziamento “inevitabile” dell’ex direttore di Bcsm, Lorenzo Savorelli. Non solo: il capogruppo di Rf spiega anche perché, temi che in passato erano ritenuti “tabù” per la sua forza politica di provenienza oggi non lo sono più, al contrario- come l’apertura del mercato edilizio ai forensi- rappresentano una opportunità.

Dopo 8 mesi di legislatura, al rientro della pausa estiva, è tempo di bilanci per Adesso.sm e per Repubblica Futura. Quali sono secondo lei i risultati raggiunti più importanti e dove invece si poteva fare meglio?

I primi pochi mesi di questo governo sono stati caratterizzati soprattutto dalla necessità di fare ripartire il nostro Paese, nell’ottica di un percorso di rilancio dello sviluppo, dopo anni di grandi difficoltà. In particolare il sistema bancario e finanziario, perno di ogni economia moderna, necessitava di interventi urgenti dopo anni di inerzia. Non sono stati interventi facili, visto la resistenze al cambiamento che hanno contribuito a provocare anche la fine anticipata della legislatura precedente e le poche risorse. La scelta di fare della Cassa di Risparmio una banca pubblica, perno per il rilancio dell’economia, con i necessari interventi di patrimonializzazione, è stato l’intervento più significativo, ma non certo l’unico. In generale la filosofia perseguita è quella di implementare un quadro di trasparenza complessiva della nostra economia, chiedere conto delle responsabilità a chi ha recato danno alla nostra Repubblica, prevedere l’intervento dello Stato nell’ottica del perseguimento dell’interesse generale dei sammarinesi, reperire le risorse necessarie per gli investimenti preferibilmente all’interno del nostro Paese, e perseguire con convinzione un percorso di internazionalizzazione della nostra economia, anche per valorizzare le imprese sammarinesi.

Gli interventi sul sistema bancario di Adesso.sm e del governo hanno diviso il Consiglio grande e generale e c’è chi dice anche il Paese. Le questioni sul tavolo, in particolare, nelle ultime settimane, hanno avuto sviluppi anche eclatanti. Intanto provi a spiegarne due che “pendono” sulle teste di ogni sammarinese: il debito pubblico e la proposta del governo di attingere ai fondi pensione.

Al di là delle critiche, a volte fondate, a volte poco credibili, di proposte concrete per risolvere problemi ne abbiamo sentite ben poche, a parte quelle del governo. Per quanto riguarda il tema del debito, mi sembra si sia fatto molta demagogia e detto qualche bugia. Il debito pubblico esiste da anni e ammonta a oltre 300 milioni di euro. La maggior parte è stato causato da interventi di sostegno nel settore bancario, necessari secondo la logica dell’emergenza, ma non sempre fatti al meglio e senza un reale progetto di rilancio. L’implemento del debito pubblico, ancora da decidere nelle modalità e nell’ammontare, al di là delle poste tecniche nel bilancio d’assestamento, avverrà nella logica della sostenibilità e dell’investimento per il rilancio del settore bancario e dell’economia del Paese. Ci si rivolgerà in via prioritaria agli investitori Sammarinesi. Chi si dice semplicemente contro il debito, magari dopo avere dato un grande contributo nel renderlo necessario, non propone alternative al fallimento delle banche, alla perdita dei risparmi dei sammarinesi e al deperimento della nostra economia, e con esso del nostro stato sociale.

3) Cassa di Risparmio è oggi banca dello Stato, così come lo sono le sue perdite. Il Bilancio presentato dall’attuale Cda si attesta a 534 mln di euro di deficit. Quali provvedimenti ha preso il governo (l’art. 5 ter del decreto-legge 93) per poterlo sostenere?

Il bilancio di CARISP è stato approvato con voto unanime di tutti i membri del Consiglio d’Amministrazione, compresi quelli nominati dalla Fondazione, con un’ampia collaborazione tecnica nella sua elaborazione da parte del personale di CARISP. E’ un bilancio trasparente, che permette finalmente di focalizzare la reale portata dei problemi e trovare le giuste soluzioni. In forza del decreto menzionato, queste perdite saranno riassorbite nell’arco di 25 anni, dopo avere creato un’apposita struttura distinta da CARISP. La banca CARISP, invece, potrà continuare ad avere piena operatività con un opportuno e necessario irrobustimento patrimoniale a garanzia di tutti i risparmiatori e del sistema economico nel suo complesso. Dal punto di vista occupazionale, l’obiettivo è quello di salvaguardare al massimo le perone che lavorano in CARISP e anche in ASSET, con vari strumenti e soluzioni. Le risorse finanziarie necessarie dovranno essere reperite prioritariamente e preferibilmente all’interno del nostro sistema economico, in modalità sostenibili per lo Stato.

E’ vero, come dice l’opposizione, che il direttore Savorelli non è stato mandato via solo per l’eclatante gesto di offesa compiuto al Meeting di Rimini? Quali sono, secondo la maggioranza e in particolare secondo RF, i motivi che hanno portato alla sua sfiducia?

Dopo il brutto episodio al Meeting di Rimini, di cui si reso purtroppo protagonista l’ex-direttore Savorelli, era comunque inevitabile il suo allontanamento. Aveva ormai compromesso la dignità istituzionale del ruolo ricoperto, con grave danno di immagine della stessa Banca Centrale. Oltre a questa incresciosa vicenda vi erano altri problemi, già presenti da qualche tempo, inerenti alla mancanza di risultati su alcuni questioni cruciali per il rilancio del sistema finanziario e alle cronache difficoltà di interlocuzione con i soggetti bancari. Nel momento, quindi, che venivano a meno le condizioni necessarie per il perseguimento delle priorità strategiche per il futuro del Paese, la scelta è divenuta evidentemente inevitabile.

Del programma di governo Adesso.sm dei “primi 6” mesi molti obiettivi sono stati raggiunti, altri sono in corso d’opera, ma vi è un punto in particolare, la Reggenza di garanzia, che avrebbe simboleggiato un nuovo metodo nel rapporto con l’opposizione e avrebbe tolto ogni dubbio a riguardo. La proposta pare essere stata messa in un cassetto. Visto che siamo già vicini al 1° ottobre… pensa che se ne potrà riparlare presto?

Tutte le Reggenze, che si sono susseguite negli anni, sono di garanzia per i cittadini sammarinesi. La proposta della coalizione ADESSO.SM è quella di promuovere un confronto ampio per addivenire alla modifica dell’assetto istituzionale della nostra Repubblica, in particolare per quanto riguarda la Reggenza. Riteniamo di ragionare sulla possibilità di effettuare la nomina di uno dei due Capitani Reggenti da parte delle forze di opposizione. Questo comporta, come è ovvio, il fatto che la Reggenza non potrebbe allora più presiedere il Congresso di Stato, espresso dalla maggioranza di Governo e che esercita il potere esecutivo. Occorre quindi impostare una riforma istituzionale, che dovrà toccare anche altri aspetti, e che necessità di una larga condivisione. In questi mesi la maggioranza è stata impegnata a fondo su vere e proprie emergenze. In futuro certamente ne riparliamo. In questi mesi, in materia istituzionale, credo che la priorità sarà data alla riforma del regolamento consiliare.

L’assestamento di bilancio, approvato in via definitiva in agosto, ha introdotto delle novità considerate tabù in passato – in particolare per la sua forza politica- come la sanatoria edilizia e l’apertura alla residenze e l’intestazione di immobili agli stranieri. Crede che San Marino oggi, diversamente dal passato, abbia gli anticorpi giusti per prevenire eventuali rischi connessi a queste novità? O erano semplicemente inevitabili?

In effetti si tratta di una sanatoria e non di un condono, che avrebbe voluto dire un colpo di spugna che Repubblica Futura non avrebbe mai condiviso. Il senso del provvedimento, alla viglia del varo di un nuovo Testo Unico e nuovo Piano Regolatore, è quello di permettere di sanare alcuni tipologie di abusi, per la maggiore parte vecchi di tanti anni, recuperando risorse finanziarie per il bilancio dello Stato. Ovviamente per gli abusi gravi questo non sarà possibile, e il tutto è regolato in maniera precisa, con poca discrezionalità. Per quanto attiene alla possibilità di fare acquistare immobili a cittadini stranieri non residenti, vi sono due distinte tipologie. Uno riguarda l’acquisto, senza l’acquisizione di alcun diritto alla residenza e di altro tipo. E’ il modello della case vacanze, o comunque seconda casa, già possibile in tanti paesi, compreso l’Italia. L’altra tipologia mette in rapporto l’acquisto di un immobile con l’apporto di significativi investimenti o di risorse finanziarie, in cambio della diritto di residenza, una residenza effettiva e non fittizia. Queste opportunità di acquisto non saranno illimitati, ma contingentati. Anche queste opportunità sono proposte da tempo da altri paesi. Rispetto al passato la Repubblica di San Marino ha una normativa adeguata a tutela di potenziali abusi o pericoli di infiltrazioni criminali, ha una piena compatibilità rispetto ai standard virtuosi della comunità internazionale e certi personaggi politici sono stati emarginati. In passato, come racconta la cronaca giudiziaria, iniziative di questo genere avrebbero avuto effetti disastrosi. Ora sono una opportunità, per il comparto edilizio e per lo sviluppo del Paese.

Nei prossimi mesi altri tabù verranno messi in discussione dentro la maggioranza e portati in Consiglio? Quali? Per esempio Ssd auspica un intervento sulle coppie di fatto, il negoziato con l’Ue può facilitare il passaggio all’Iva? Etc..

Per la coalizione ADESSO.SM non ci sono argomenti tabù. Siamo capaci di ragionare su ogni argomento. Il programma di governo, presentato dalla nostra coalizione e votato dalla maggioranza degli elettori sammarinesi, contiene tutti gli obiettivi della nostra azione di governo e su cui si sentiamo vincolati e impegnati. Per tutto ciò che non è contenuto nel programma di governo, possiamo avviare il confronto, secondo le priorità più opportune, con l’obiettivo di trovare le necessarie condivisioni fra le componenti della coalizione di maggioranza. Ovviamente dovrà poi esserci un confronto più ampio nel Paese. Il negoziato con l’Unione Europeo ha soprattutto l’obiettivo di creare nuove opportunità di sviluppo e integrazione per il nostro Paese nel contesto europeo. Nell’ambito di questo negoziato, cosi come per ogni altra scelta per il futuro del nostro Paese, si dovrà tenere conto delle nostre peculiarità di micro stato, inserito in un contesto internazionale molto più ampio.

17 settembre 2017

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