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Como, “Solidali”: “Non strumentalizziamo, loro i protagonisti”

Migranti

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ROMA – Dopo il corteo che ha visto sfilare a Como oltre 300 tra migranti e persone solidali e la successiva manifestazione di estrema destra, arriva oggi la nota dell”Infopoint’, il presidio permanente allestito davanti alla stazione da cui in questi mesi stanno partendo numerose iniziative per la libertà di movimento e in solidarietà con i migranti. “La manifestazione dell’altro ieri è partita dalla stazione e si è conclusa vicino ai container del campo istituzionale di prossima apertura. Due luoghi particolarmente significativi che rappresentano la ghettizzazione e l’isolamento che colpiscono i migranti in transito in questa città: il parco della stazione, dove i migranti sono stati abbandonati, bloccati dalle frontiere; il campo dei container ormai quasi pronto, dove verrà nascosto alla vista della cittadinanza e della società il problema fondamentale: il sistema dei confini che blocca le persone e la loro libertà di movimento” scrivono dall’Infopoint.

“Il corteo è nato dal confronto continuo tra migranti e solidali, e dalla condivisione di un percorso, dalle assemblee che si svolgono ogni giorno in più lingue, dove ci siamo sforzati di costruire momenti di orizzontalità e partecipazione- proseguono- e ha visto l’assoluto protagonismo dei migranti, smontando le accuse di strumentalizzazione montate in questi giorni dalla stampa nei confronti dei solidali che l’hanno indetto. La presunzione di chi continua a considerare i migranti come bambini facilmente suggestionabili, incapaci di vera autonomia, e che continua a costringerli in forme più o meno mascherate di assistenzialismo, si è scontrata con questo protagonismo, che nel corteo e nella sua costruzione ha avuto il suo momento culminante”.

“Al clima di terrore instaurato dai media locali nei giorni scorsi, con roboanti articoli di quanto questa manifestazione fosse a rischio infiltrazione di non meglio identificati ‘no borders’ e di quanto i migranti fossero delle marionette nelle loro mani, si è risposto con un corteo comunicativo ed energico in cui i veri protagonisti sono stati i migranti stessi”, proseguono dall’Infopoint di Como. “Per tutto il percorso hanno scandito slogan contro le deportazioni, le barriere ed il campo governativo e per la libertà di movimento- si legge ancora- le provocazioni, semmai, sono giunte dalle forze dell’ordine che hanno messo in campo un esagerato dispositivo di controllo, volto a scoraggiare i partecipanti all’iniziativa e a demonizzare il corteo agli occhi della città”.

Ma “anche dai fascisti che si sono palesati in più punti del corteo provocando i manifestanti- conclude il gruppo di antirazzisti- a queste provocazioni e strumentalizzazioni autorizzate si aggiunge quella del pomeriggio del 16, il giorno successivo al corteo, quando una sfilata di leghisti e razzisti ha attraversato il parco aggredendo verbalmente i presenti, mentre le forze dell’ordine si schieravano in assetto antisommossa verso migranti e solidali”.

di Giulia Filpi, giornalista

17 settembre 2016

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