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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta, le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

FARCI (CGIL CAGLIARI), QUESTA CONFERENZA È UN PUNTO DI SVOLTA – “Non vogliamo restare indietro rispetto ai cambiamenti in atto, perciò questa conferenza rappresenta per noi un punto di svolta nel nostro agire, un momento cruciale che dobbiamo saper cogliere e interpretare come un’opportunità”: è questo il senso della conferenza di organizzazione per il segretario generale della Camera del Lavoro di Cagliari Carmelo Farci che aupsica un cambiamento vero e profondo. Per cambiare – ha detto – dobbiamo costruire una risposta credibile e solida, aprirci al dialogo con parte del variegato mondo del lavoro con cui non abbiamo ancora relazioni. Dobbiamo tutelare al meglio i nostri iscritti ma anche intercettare la domanda e i bisogni di chi, ancora, non si è avvicinato alla Cgil, possiamo farlo provando noi a includere, coinvolgere, far partecipare un mondo, quello dei precari che, a volte, ci guarda persino con diffidenza”. Il segretario di Cagliari ha poi fatto un passaggio sulla crisi in Sardegna, sottolineando che “la nostra organizzazione è chiamata a concorrere a un progetto di rilancio e sviluppo del nostro sistema economico e produttivo, e proprio in questa profonda fase di crisi dobbiamo, ancora di più, essere capaci di attrezzarci, per superare le criticità presenti e provare ad anticipare i tempi, cogliendo l’occasione, pur rinnovandoci, di rilanciare il nostro patrimonio di esperienze, con l’obiettivo di dare risposte alle esigenze di chi si rivolge a noi”.

INGROSSO (LA SAPIENZA): IL SINDACATO TORNI SUL TERRITORIO – “Una delle questioni più importanti è come riportare il centro della nostra azione propulsiva sul territorio”. Lo afferma Fabio Ingrosso, precario dell’Università La Sapienza, intervenendo sul palco della conferenza d’organizzazione della Cgil. “Declinare il territorio non è semplice – dice -, così come il mondo del lavoro. Il territorio cela una sua difficoltà e complessità: e proprio sul territoriop va fatta una riflessione lunga, a partire da questa conferenza. Le filiere si sono sfilacciate, questo si accompagna a una crisi della rappresentanza. Noi come sindacato dobbiamo avere un’ambizione: essere il soggetto capace di far rientrare nella titolarità contrattuale tutte le persone tagliate fuori, i più deboli, quelli usati dalla politica come bancomat, senza ferie, permessi né altri diritti. Allora apriamo una grande stagione di contrattazione inclusiva. Proviamo a dare rappresentanza a tutti quelli che non hanno agibilità sindacali, come giovani e precari”, conclude.

POLETTI: SU PRECARI OPINIONE DIVERSA DA CGIL, PARLANO I DATI – “Sulla precarietà abbiamo un’opinione assolutamente diversa dalla Cgil, perché se guardiamo i dati, oggi, con il lavoro che abbiamo fatto con il contratto a tutele crescenti e con la decontribuzione, ci sono centinaia di migliaia di persone che non hanno più contratti precari. Tutti i mesi calano i cocoprò, calano le collaborazioni, c’è una sottovalutazione di questo dato”. A dirlo è il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, commentando ai microfoni di RadioArticolo1 la relazione di apertura del segretario confederale della Cgil Nino Baseotto, con la quale si è aperta stamani all’Auditorium di Roma la conferenza di organizzazione del sindacato di Corso d’Italia. “Sul resto- prosegue il ministro- credo che ci siano temi aperti, sulle pensioni stiamo lavorando. Io continuo a pensare che debba esserci un confronto, una valutazione di merito. Poi ci sono cose sulle quali c’è consenso o dissenso, è l’ordinato svolgersi della democrazia”. Quanti ai tempi sulle modifiche alle pensoni, “la conclusione la vedremo all’esito della legge di stabilità”.

MAZZARO (REGIONE CAMPANIA), AGIRE CONTRO CRISI RAPPRESENTANZA – “In questa Italia, segnata dalla latitanza della sinistra, gli unici a difendere il mondo del lavoro, a parlare di riequilibrio della ricchezza, sono i dirigenti della Cgil”. A dirlo è Luciano Mazzaro, delegato Cgil alla Regione Campania, intervenendo alla Conferenza di organizzazione in corso all’Auditorium di Roma. “I lavoratori- ha continuato- hanno subìto attacchi feroci, Brunetta, Fornero e Renzi hanno prodotto danni, e solo la Cgil ha alzato la voce. Basta pensare a oggi: il governo vuole eliminare la Tasi sia al lavoratore che ha comprato un piccolo appartamento sia a chi possiede un mega-attico in una zona lussuosa. Questo è assurdo, ma solo la Cgil protesta”. Mazzaro ha poi rivolto la sua attenzione alla crisi di rappresentanza che sta investendo il sindacato. “Registriamo la riduzione progressiva della forza contrattuale, il calo della capacità di attrazione nei confronti dei lavoratori, il poco appeal verso tutti coloro che non lavorano” ha spiegato. “Dobbiamo allora- ha concluso- intensificare il rapporto diretto e quotidiano con i lavoratori, destinando risorse finanziarie e di agibilità sindacale. E dobbiamo ascoltare di più la nostra base, che ci chiede di essere imparziali, di non far prevalere gli interessi particolari, di esercitare un controllo di moralità e di credibilità personale su chi è chiamato a rappresentare il sindacato”.

CAMUSSO, IL COMMOSSO RICORDO DI RICCARDO TERZI – “Riccardo Terzi era uno di noi. Un uomo di pensiero, un uomo libero, o come diceva di sé: uno spirito critico”. Con queste parole il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha voluto ricordare la figura del dirigente politico e sindacale (prima nel Pci, poi nella Cgil) scomparso nella notte di venerdì 11 settembre, all’apertura della Conferenza di organizzazione in corso all’Auditorium di Roma. “Sento ancora- ha aggiunto- le sue parole: al mio funerale non voglio parole e discorsi, ma solo musica. E così abbiamo fatto, mandando musica jazz, quella che lui amava”. Riccardo, ha continuato Camusso, “non interveniva sempre, ma quando lo faceva sapevi che avrebbe espresso un pensiero profondo, una posizione articolata, senza forme di retorica”. Il segretario generale Cgil ha poi letto alcuni brani tratti dai suoi libri: riflessioni sul conflitto sociale, sulla contrapposizione – che Terzi negava decisamente – tra sindacato conflittuale e sindacato partecipativo, sul ruolo dell’organizzazione dei lavoratori (“oggi, più che nel passato, il compito del sindacato è di tenere aperto un canale della partecipazione di massa alla vita democratica”), sulla sinistra e sul lavoro. Ha poi concluso, in un clima di generale commozione, con un ultimo brano sul tema dell’amicizia: “l’amicizia- ha detto Camusso riportando le parole di Terzi- non è la totale consonanza di pensiero e stile di vita, ma lo scambio, il confronto, il mettersi in discussione. Altrimenti non sei un amico, ma solo un replicante”.

DI BERARDINO (CGIL ROMA E LAZIO), A ROMA SERVE UNA PROFONDA RIGENERAZIONE MORALE – A Roma “c’è bisogno di favorire una profonda rigenerazione morale e il riscatto della città, della legalità, coinvolgendo anche le scuole della nostra città”. Così Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil Roma e Lazio, ha introdotto i lavori della conferenza di organizzazione del sindacato. “In parallelo- ha proseguito- occorre una grande iniziativa dei nostri delegati e delle leghe dello Spi. Dobbiamo preparare il futuro di Roma anche oltre il giubileo. Dobbiamo superare i vecchi mali di Roma, come la rendita e la speculazione, e i nuovi mali come le mafie”. Un’altra “emergenza è il lavoro”, prosegue Di Berardino: “Continuiamo a registrare un consistente numero di disoccupati, tanta disoccupazione giovanile, tanti cassintegrati, tanta povertà. Anche dal punto di vista dei consumi non notiamo alcun miglioramento nonostante le aperture domenicali e le 24 ore. La domanda non riprende a causa della mancanza di reddito. Ecco perché il Piano del lavoro della Cgil conserva la sua attualità”. Infine l’immigrazione: per Di Berardino “occorre una diversa politica europea” e bisogna “recuperare la solidarietà. Dobbiamo lavorare sull’accoglienza, che per noi vuol dire diritti, dignità e servizi”.

17 settembre 2015

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