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Al referendum anti Maduro si vota anche in Italia: 4400 persone alle urne

ROMA – Oltre 4.400 venezuelani residenti in Italia, di cui 1.468 solo a Roma, hanno partecipato ieri al referendum consultivo indetto dal fronte delle opposizioni (Mesa de Unidad democratica – Mud) al fine di bloccare il processo di riforma della costituzione in Venezuela del governo Maduro.

Lo spiega alla DIRE Alberto Sotillo, coordinatore in Italia di Vente Venezuela – uno dei partiti della coalizione che si oppone al presidente Nicolas Maduro – chiarendo che si tratta ancora di dati parziali, dal momento che all’appello mancano ancora alcune città.

“L’affluenza è stata buona, e dal coordinamento del Mud – prosegue Sotillo, che si è occupato anche di organizzare il plebiscito nel nostro Paese – hanno fatto appena sapere in un comunicato di aver già conteggiato il 95% delle schede: ciò significa che in patria 7.186.170 persone si sono espresse“.

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“L’affluenza è stata buona, e dal coordinamento del Mud – prosegue Sotillo, che si è occupato anche di organizzare il plebiscito nel nostro Paese – hanno fatto appena sapere in un comunicato di aver già conteggiato il 95% delle schede: ciò significa che in patria 7.186.170 persone si sono espresse”. E in Italia, i venezuelani hanno potuto recarsi, oltre che al centro elettorale di piazza Risorgimento a Roma, anche in altre località sparse sulla Penisola: secondo i dati raccolti da Sotillo in 539 hanno votato a Bologna, in 301 a Verona, in 121 a Perugia, in 237 a Frosinone, in 344 a Napoli, in 320 a Marina di Camerota, in 300 a Palermo, in 315 a Catania, e in 530 nei comuni dell’Abruzzo (tra cui L’Aquila, Teramo e Pescara).

“Dalle 8 alle 10 del mattino, quando ho prestato servizio come volontaria, non mi sono fermata un momento. E’ venuta tantissima gente, l’affluenza è stata incredibile”, racconta invece alla DIRE Silvana Monti, anche lei venezuelana residente, che ieri al banchetto di piazza Risorgimento si è occupata di registrare i documenti dei votanti.

“Mi sembra più che chiaro il fatto che la gente non voglia che la Costituzione sia modificata. Che il governo di Maduro accetti di prendere atto del messaggio che il popolo gli sta mandando, questo è tutto da vedere. Il presidente fa come vuole: ha il controllo delle armi e dell’esercito, e di fronte a questo – prosegue Silvana – il popolo è indifeso”.

 

17 luglio 2017

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