Ambiente

Adesso gli yacht possono entrare nelle aree marine protette (ma solo fino a 36 passeggeri)

ROMA  – I mega yacht “non saranno più obbligati a tenersi distanti oltre le due miglia dalle zone marine protette”, ma “nel rispetto di tutte le norme e sottoposti a costante monitoraggio, potranno fruire della bellezza delle coste italiane”. Infatti, spiega Federagenti (la Federazione nazionale agenti, raccomandatari marittimi e mediatori marittimi), “grazie a un provvedimento amministrativo interno del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di concerto con il ministero dell’Ambiente”, è stato infatti “riconosciuto nei fatti alle grandi imbarcazioni da diporto uno status particolare che consente di derogare alla norme contenute nel cosiddetto decreto Clini-Passera”.

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Ora basterà “una sorta di autocertificazione nella quale si afferma che lo yacht in questione svolge attività di diporto nautico” per avvicinarsi alle aree protette. Il ‘Clini-Passera’ è il decreto del 2012 che vieta alle navi, adibite a trasporto mezzi o passeggeri, che abbiano una stazza superiore alle 500 tonnellate lorde, il passaggio a meno di due miglia di distanza da aree marine protette. La misura venne presa dopo il drammatico naufragio della Costa ‘Concordia’ al Giglio causato dallo sciagurato ‘inchino’ con l’avvicinameno all’isola del Giglio. Il decreto si occupa nello specifico anche della città di Venezia, per la quale si vieta il transito nel canale di San Marco e della Giudecca a navi con stazza superiore a 40000 tonnellate lorde, le ‘Grandi navi’, palazzi galleggianti fra le calli. Il decreto, però, sottolineano da Federagenti, “equiparava in tutto e per tutto i mega yacht alle navi passeggeri, alle navi da crociera e ai mercantili, prevedendo per l’appunto l’obbligo di navigazione e di eventuale ancoraggio oltre il limite delle due miglia dai confini delle zone marine protette”.

“Con il provvedimento interpretativo varato dal ministero- afferma Giovanni Gasparini, presidente della sezione yacht di Federagenti- si compie, grazie anche all’impegno e alla sensibilità della Direzione Generale del ministero, un deciso passo in avanti anche rispetto alla circolare già in vigore: si riconosce di fatto l’importanza, in aree particolari come la Sardegna e la Liguria che rischiavano di essere tagliate fuori dai benefici del grande turismo nautico, di stabilire nuove regole coerenti con la doppia esigenza primaria di tutelare le aree marine protette, e quella di attirare verso l’Italia flussi, economicamente molto importanti, di diportisti di alta gamma”. Il provvedimento “amministrativo interno del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di concerto con il ministero dell’Ambiente” per riportare gli yacht sotto le coste delle aree marine protette “prevede che spetti ai comandanti, all’armatore o proprietario e ai raccomandatari che lo rappresentano il compito di redigere una sorta di autocertificazione nella quale si afferma che lo yacht in questione svolge attività di diporto nautico”. La dichiarazioni ed eventuali contratti di noleggio saranno inviati al ministero. Entro il 31 dicembre “a un determinato indirizzo del ministero” verranno convogliate “le dichiarazioni asseverate dalle singole autorità marittime e ciò consentirà di creare un collettore unico per una banca dati in costante aggiornamento del diportismo anche internazionale che fruisce delle coste italiane”.

YACHT SI’, MA SOLO FINO A 36 PASSEGGERI – Gli yacht, anzi i mega yacht, si potranno avvicinare sottocosta alle Aree marine protette (Amp) purche” a bordo ci siano “massimo 36 persone complessive, tra ospiti e componenti dell”equipaggio”. Lo precisano alla DIRE dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, a proposito della circolare del dipartimento per i Trasporti, la navigazione, gli afari generali e il personale del Mit sul decreto Clini-Passera che, dopo il naufragio della Costa ”Concordia” e il problema delle ”grandi navi” a Venezia, vietava di avvicinarsi a meno di 2 miglia dalle Amp. Si tratta, spiergano dal dicastero di Porta Pia, di “una circolare interpretativa del decreto Clini-Passera e condivisa da Capitanerie di porto, ministero dell”Ambiente e ministero delle Infrastrutture e Trasporti”. La misura e” stata decisa “per venire incontro alle lamentele delle Capitanerie di porto per il gran numero dei controlli da svolgere” e sulla base della preoccupazione espressa dalle attivita” e infrastrutture turistiche che vedevano i mega yacht e la loro ricca clientela “andare altrove”. E” quindi “su questa base va letta la misura”. Allora, per rispondere a queste necessita” “si e” deciso di distinguere i grandi yacht e i natanti da diporto dalle navi da crociera da 5mila persone”. Il limite e” stato posto stabilendo che potranno accedere fin sotto le coste delle aree protette anche i natanti da diporto di grandi dimensioni, i mega yacht, con “a bordo tra 12 e massimo 36 persone complessive, tra ospiti e componenti dell”equipaggio”.

di Roberto Antonini – Giornalista Professionista

17 luglio 2015
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