Emilia Romagna

La Finanza smaschera frode da 4,5 milioni di euro nel modenese

gdfMODENA – Una frode fiscale da 4,5 milioni di euro attuata mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con un’Iva evasa per 2,5 milioni. Due i soggetti denunciati con l’accusa di aver commesso più reati fiscali. Sono i numeri di un’operazione della Guardia di finanza di Sassuolo, coordinata dal sostituto procuratore di Modena Marco Imperato, dopo oltre un anno di indagini e accertamenti in tutta Italia. L’inchiesta ha preso le mosse da una verifica fiscale nei confronti di una società, con sede a Sassuolo, attiva nel commercio all’ingrosso di materiale elettrico e nell’istallazione di impianti elettrici industriali. La società, intestata a un prestanome, è risultata in realtà riconducibile a un imprenditore reggiano, già coinvolto in una frode fiscale internazionale e in un giro di false fatture nel commercio di macchine per il movimento terra.

Con l’ausilio delle indagini bancarie, i finanzieri hanno scoperto un sistema fraudolento che, anche tramite società ‘cartiere’ localizzate nel territorio delle provincie di Reggio Emilia, Trento e Milano, ha fornito, nel tempo, fatture per operazioni inesistenti. Questo per abbattere i redditi imponibili e creare fittizi crediti Iva da compensare o chiedere a rimborso. Le società interessate, molte delle quali riconducibili al medesimo soggetto, avevano messo a punto un meccanismo evasivo basato su acquisti e vendite fittizie di merce. Dalle indagini bancarie, è emerso che i pagamenti delle operazioni commerciali venivano effettuati attraverso i conti correnti delle società. I due amministratori delle società sono stati denunciati per emissione e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, nonché per infedele ed omessa dichiarazione dei redditi e Iva.

17 giugno 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»