Il M5S spinge Salvini sempre più a destra

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per DireOggi
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ROMA – Ancora una settimana di infuocata campagna elettorale. Poi saranno i cittadini il 26 maggio a decidere. Vincerà comunque Salvini che alle passate Europee aveva preso una percentuale bassa e che ora spera di sfondare quota 30%. Ma l’ultimo miglio è in salita per la Lega, colpita ieri dall’arresto del sindaco di Legnano e processi in dirittura d’arrivo che vedono imputati due pezzi da novanta: il sottosegretario Edoardo Rixi e il viceministro Massimo Garavaglia.

Luigi Di Maio e il M5S ne stanno approfittando e, stando alle voci che girano ai piani alti, anche i consensi arrivano a sfiorare il 25%. «Se la Lega, come pare, starà sotto il 30%, attorno al 27-28% – spiega una fonte qualificata del M5S – noi faremo ‘bingo’, e questo Governo andrà avanti anni e anni. Non ci sarà rimpasto e Salvini potrà rimpiazzare soltanto l’ex ministro Savona e i suoi sottosegretari».

La strategia dei grillini non cambierà, anzi, si insisterà per schiacciare sempre più a destra Salvini, mettendolo in guarda sulla questione morale perché «nella Lega – dice il grillino – quando prevalgono i vecchi cacicchi tornano i tangentari, e la Lega che si è rubata 49 milioni di finanziamento pubblico. Salvini deve puntare sul governo del cambiamento e con noi riuscirà a ripulire il suo partito».

Sul fronte della polemica quotidiana oggi c’è il caso dell’insegnante sospesa dalla sua scuola per una ricerca fatta dagli studenti dove si associa Salvini al fascismo. «L’insegnante deve ritornare a scuola, noi siamo per la libertà di pensiero e di insegnamento», dicono dal M5S. Sul dopo voto, i grillini attendono con impazienza i processi: se i leghisti che ricoprono incarichi di Governo risulteranno colpevoli «dovranno uscire da Palazzo Chigi, su questo non ci piove, sottolineano dal M5S».

Lo spread sale? «Sono i soliti giochetti di Moscovici e dei suoi amici della finanza per indebolire il voto degli italiani. Anche loro temono il cambiamento», taglia corto il ‘grillino’ di Governo.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 17 MAGGIO

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17 Maggio 2019
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