A Roma le assemblee dei consultori tornano in piazza: “Subito lo sblocco del turn over”

Il presidio 'Regione Lazio, ci sei o ci fai?' si terrà lunedì 20 maggio alle ore 9.30 in piazza Oderico Da Pordenone, davanti alla sede della Regione
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ROMA – Il Coordinamento delle Assemblee dei consultori di Roma, Non Una di Meno-Roma e Non Una Di Meno Castelli Romani tornano in piazza per protestare contro “l’assordante silenzio della giunta regionale”, accusata di non aver fatto “nessun passo avanti rispetto alle proposte già presentate in passato dal coordinamento”. Il presidio ‘Regione Lazio, ci sei o ci fai?’, lanciato per chiedere lo sblocco del turn over ed assunzioni dedicate ai consultori, si terrà lunedì 20 maggio alle ore 9.30 in piazza Oderico Da Pordenone, davanti alla sede della Regione Lazio.

“Come Coordinamento delle Assemblee avevamo incontrato la cabina di regia della sanità della Regione Lazio per evidenziare la precaria situazione in cui versano i servizi pubblici erogati dai consultori della Capitale- scrivono le assemblee su facebook- Negli incontri si è chiesto di affrontare alla radice le criticità di questi presidi socio-sanitari con lo sblocco del turn over, per garantire su ogni territorio la presenza di una equipe psico-socio-sanitaria come prevista dalla normativa vigente. Richiesta troppo impegnativa se gli incontri sono stati interrotti con l’annuncio di un concorso per nuove assunzioni come contentino in piena campagna elettorale”.

“Era stato promesso un risanamento della realtà dei consultori dopo il superamento del commissariamento della sanità regionale, ma fino ad oggi non è stato fatto nessun passo avanti rispetto alle proposte già presentate in passato dal coordinamento- denunciano- Il bando di concorso per 100 operatori pediatri, ginecologi e psicologi, di cui molti in mobilità interna, non soddisfa ciò di cui abbiamo necessità. Da ciò- sottolineano- nasce l’esigenza di far sentire nuovamente la voce del coordinamento con un presidio: vogliamo lo sblocco del turn over ed assunzioni dedicate ai consultori; il mantenimento della natura territoriale contro la logica degli accorpamenti e della riorganizzazione che distrugge la prossimità tra presidi; vogliamo che il numero dei consultori sia adeguato a quanto previsto dalla legge istitutiva (uno ogni 20mila abitanti), non ridotto a causa della mancanza di utenza, che non è il motivo bensì la conseguenza del venir meno dei servizi ai cittadini”.

“Ad una giunta che non sente e non parla- conclude il Coordinamento- le assemblee dei consultori proponevano di lavorare e continueranno a lavorare per difendere la funzione del consultorio, che deve essere un luogo aperto ai giovani, alle donne straniere, alle soggettività LGBT*QI+, a tutte le donne”.

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17 Maggio 2019
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