Costume e Società

“Si muore tutti democristiani”, il Terzo Segreto di Satira arriva al cinema

ROMA – Il Terzo Segreto di Satira arriva sul grande schermo con una commedia pungente, che pone lo spettatore davanti ad un punto interrogativo: siamo disposti a tenere fede ai nostri ideali o ci siamo rassegnati al fatto che “Si muore tutti democristiani”?

E’ proprio questo il titolo del primo film, in sala dal 10 maggio, del collettivo di attori e autori che, dal web alla tv, ha fatto ridere il pubblico “utilizzando la metafora della vita per parlare della politica. Questa volta- spiega alla Dire l’attore Marco Ripoldi– abbiamo fatto il contrario: una metafora politica per parlare della vita di tutti i giorni”.

Questo titolo, ‘Si muore tutti democristiani’, cosa vuol dire? E’ una profezia, un auspicio o un’amara ammissione?

“Il titolo nasconde un punto di domanda: chi vede il film poi può decidere se dire ‘no, io non morirò mai democristiano’ oppure ammettere che ‘forse, qualche volta nel corso della vita, si muore democristiani, poi si rinasce, poi si rimuore di nuovo democristiani’ e così via… C’è un interrogativo che pone, è un film che non da risposte ma pone delle domande.

Ma cosa vuol dire oggi la parola ‘democristiano’?

Non intendiamo il termine democristiano nel senso della Dc come partito politico, ma prettamente come un imborghesimento, come la vita piano piano ci porta a fare delle scelte che, a volte, possono essere contro i propri ideali. Spesso gli ideali sono puri e rivoluzionari ma poi, piano piano, anche se passi una vita contestando il sistema, alla fine ti accorgi di esserci completamente dentro.

Nel film i personaggi sono posti davanti a un dilemma etico, in un’Italia che cambia ma conserva sempre gli stessi difetti. Cosa volevate colpire con la vostra satira?

Il nostro è un racconto che fa da riflesso alle vite in cui viviamo, è uno spaccato della vita quotidiana nel quale ci ritroviamo molto. Il tema principale però è il compromesso. Nella vita ci troviamo ad affrontare compromessi piccoli quando siamo più giovani poi, mano mano che andiamo avanti nella vita, i compromessi sono sempre più grandi. Certo, non sempre sono negativi, ma a volte non sono totalmente puri e positivi, come accade nel film.

Questo vostro primo film vede partecipazioni importanti, come Paolo Rossi e Valentina Lodovini. Come è andato il salto sul grande schermo e come è cambiata la vostra satira?

Il Terzo Segreto di Satira nasce dalle scuole civiche di cinema e fare un lungometraggio è sempre stato il nostro obiettivo primario. Il web ci ha permesso di utilizzare lo strumento di Youtube per essere proiettati su un pubblico più ampio rispetto a quello che gli attori incontrano a teatro.

E’ cambiato che, dal mio punto di vista, finalmente abbiamo un personaggio che non muore in tre minuti e mezzo ma in realtà non muore mai, come il ‘dalemiano’ (ndr, protagonista di una delle clip di maggiori successo) che rimane dentro di te e dentro di tutti.

Ci è stata data la possibilità di raccontare una storia. Io ci leggo molto il percorso che abbiamo fatto. Per autori e registi era un appuntamento riuscire a misurarsi con il grande cinema.

Avete già in cantiere altri progetti?

Non so se c’è già un’idea pronta, penso di si ma non posso pronunciarmi. Io spero che si ripresenti subito una nuova possibilità nel mondo del cinema, gli autori saranno sicuramente pronti a sfornare una nuova idea.

Adesso stiamo seguendo l’ondata di cosa vuol dire uscire con un’opera prima e, per quanto riguarda il web, c’è sicuramente da studiarsi bene il Movimento 5 Stelle che è uno dei soggetti più difficili da rappresentare. Quindi da una parte c’è uno studio e l’obiettivo di sfornare video sui 5 Stelle, dall’altro c’è anche l’attesa dell’esito di questo film.

Ma questo è un progetto umano, frutto di 7 anni di sacrifici che ci hanno portato a questo grande appuntamento, con un gruppo molto unito che ama fare questo lavoro e ha avuto l’occasione di poterlo fare al meglio.

I tre protagonisti, Walter Leonardi, Massimiliano Loizzi ed io siamo sempre affiancati da Renato Avallone e Martina De Santis. Quando lavoriamo insieme siamo felici, anche quando non abbiamo budget per fare un video, se abbiamo un obiettivo chiaro in testa, non ci interessa.

Infine, qual’è la differenza tra il democristiano del film e il ‘dalemiano’ uno dei personaggi di maggior successo delle vostre web serie?

Il democristiano che descriviamo nel film è un atteggiamento che prima o poi si incontra nella vita, perché in tutti i mestieri si deve scendere a compromesso. Il dalemiano invece è più uno Iago, un personaggio perdente che ti accorgi che sta cambiando le carte in tavola. Il democristiano è molto più gigione.

Per noi, ad esempio, Casini è un democristiano eccellente: in un’intervista in tv che abbiamo fatto con anche lui in studio, è riuscito a ribaltare il nostro film dicendo che la Democrazia Cristiana è una grande mamma. C’era la festa della mamma e lui l’ha rigirata così: non ha filtri, non c’è un altro modo per definirlo, è proprio democristiano.

Il dalemiano invece è quello per cui non ti accorgi, vai a votare Leu e poi scopri che c’è dietro D’Alema. E’ uno che è molto più astuto, ha una furbizia e una strategia molto più complessa e alta del democristiano. Quindi auguriamo un po’ più di democrastianicità a tutti i governi che seguiranno.

17 maggio 2018
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