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Colombia, mille corpi ritrovati nei fiumi in 50 anni di conflitto

ROMA – Centonovanta fiumi in Colombia hanno restituito in 50 anni di conflitto civile i corpi di oltre mille persone: a calcolarlo uno studio presentato questa settimana, realizzato a partire dagli archivi del Centro nazionale per la Memoria (Cnmh) dal collettivo di giornalisti investigativi Consejo de redacción. Dal 1948, anno in cui iniziò la guerriglia dei gruppi armati e paramilitari nel Paese, il Cnmh ha calcolato che circa 83mila persone sono scomparse.

La pratica di rapire e poi uccidere le persone – politici, imprenditori, persone “scomode” al gruppo armato locale – è stata largamente applicata in Colombia. Per questo i giornalisti, analizzando gli archivi, hanno ricostruito un database dei corpi ritrovati nei corsi d’acqua. I documenti contenuti nel rapporto, intitolato ‘Fiume di vita e di morte‘, hanno rivelato che spesso sulle salme riesumate sono stati trovati segni di tortura. Ad altre vittime invece erano stati legati oggetti pesanti per bloccare il corpo sul fondo.

I giornalisti hanno anche trovato prove che dimostrerebbero la responsabilità di funzionari statali che, collaborando con i gruppi paramilitari, negli anni hanno cercato di nascondere sott’acqua i corpi delle vittime per garantirsi l’impunità e mantenere basse le statistiche sui casi di violenza. Per questo ora è stato chiesto alle autorità di avviare inchieste per far luce sui delitti di guerra e di identificare i corpi delle vittime con l’ausilio delle nuove tecnologie. L’Accordo di pace siglato nel 2016 dal governo di Bogotà con gli ormai ex guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) sta alimentando la speranza che il conflitto possa considerarsi concluso.

17 maggio 2018
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