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Bebe Vio: “Il cyberbullismo si sconfigge con l’ironia” VIDEO

ROMA  – Roma premia Bebe Vio e la Polizia postale per l’impegno nella lotta al cyberbullismo.

Stamattina una grande festa nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio ha accompagnato la tappa del progetto educativo ‘Una vita sui social’ contro le prevaricazioni in rete, con la partecipazione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, del presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito e dell’assessore allo Sport e alle Politiche giovanili, Daniele Frongia, che hanno consegnato le medaglie del Natale di Roma e delle pergamene commemorative alla giovane atleta delle Fiamme Oro e ad alcuni agenti della Postale e delle Comunicazioni della Polizia di Stato, la prima testimonial d’eccezione, i secondi ideatori e organizzatori della campagna social.

Spettatori d’eccezione tanti ragazzi delle scuole, seduti sugli scranni dei consiglieri capitolini, insieme a genitori e insegnanti. Nelle tre edizioni di ‘Una vita da social’, la Polizia hanno incontrato oltre 1 milione di studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 106.125 genitori, 59.451 insegnanti, per un totale di 8.548 istituti scolastici, 30.000 chilometri percorsi, 150 città raggiunte sul territorio, una pagina Facebook con 108.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online.

Dai dati raccolti durante la campagna risulta che circa 2 ragazzi su 3 dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di questo tipo.

“È un onore per me presentare questo evento in questa sala, simbolo di Roma e di democrazia. Il cyberbullismo è un fenomeno in continuo aumento. E siamo orgogliosi di ospitare qui Bebe Vio, che è un esempio per il coraggio dimostrato su questo tema, perchè ha superato la paura e la vergogna”, ha detto De Vito intervenendo in Aula.

BEBE VIO: IL CYBERBULLISMO SI SCONFIGGE CON L’IRONIA

“I ragazzi non conoscono bene qual è il potere dei social, io ho vissuto entrambi i lati, quello bello e quello brutto. Io ho denunciato, ma abbiamo anche voluto usare l’ironia perché poi alla fine bisogna riderci e prendere la vita con ottimismo. Per sconfiggere il cyberbullismo bisogna darsi da fare, capire che bisogna chiedere aiuto, che non siamo da soli”.


“Bisogna darsi da fare tanto, se una cosa la volete dovete impegnarvi tanto. Non è vero che non volete niente, siete giovanissimi. Dovete porvi tutti gli obiettivi del mondo e spaccare tutto”, ha detto Bebe Vio agli studenti.

“Attraverso i social puoi mandare tanti messaggi positivi, puoi scegliere se dire una cosa importante o dire la cosa sbagliata. Io ho una onlus, grazie ai social posso inviare tanti messaggi positivi, ho un potere perché posso fare tante cose. Ognuno di voi può dare una mano a un’associazione, se cercate in rete ne trovate tantissime. Sta a voi se scegliere di fare cose belle o brutte, io mi auguro che scegliate quelle belle perché non c’è godimento a fare del male. Ovviamente- ha concluso l’atleta paralimpica riferendosi alla sindaca Raggi- ci sarà sempre qualcuno che vi darà contro, e lei forse lo sa bene, neanche la Nutella piace a tutti, io sono allenata. Se prendete la via dello sport potrete togliere tante cose negative dalla vostra vita, io sono rinata grazie ala scherma“.

RAGGI: “EFFETTI DEL CYBERBULLISMO DEVASTANTI”

Per Raggi “gli effetti del bullismo e del cyberbullismo sono devastanti, perché infieriscono sulle debolezze delle vittime. Le cronache ogni giorno ci parlano di episodi drammatici di ragazzi e bambini come anche giovani uomini e donne che finiscono in una trappola infernale che condiziona le esistenze fino a spezzarle”.

“Con le tecnologie c’è un effetto ancora più dirompente alla portata di tutti, anche dei più piccoli, dei bimbi delle elementari: tutto viene esposto a milioni di occhi sconosciuti e invisibili che porta le vittime fino a togliersi la vita per porre fine alla vergogna. Spesso poi il cyberbullo dietro l’anonimato si crea uno schermo e non si sente nemmeno responsabile delle proprie azioni, per questo- ha sottolineato la sindaca- è prezioso il lavoro che ogni giorno svolge la Polizia postale così come il progetto ‘Una vita sui social’, che ha inciso profondamente nelle pieghe della nostra società tanto da essere selezionato dalla Commissione europea tra le migliori pratiche per ridurre il divario digitale. Dobbiamo tutti essere al fianco delle vittime per far sentire loro la nostra vicinanza”.

BEBE VIO: SE TUTTI LI FACESSERO VACCINO MIA MALATTIA NON ESISTEREBBE

 “Io sono pro-vaccini ed è veramente importante vaccinare tutti, perché la mia (meningite, ndr) è una di quelle malattie che si può sconfiggere. Se il 90% della popolazione si vaccinasse potrebbe veramente sparire. In Inghilterra per un anno hanno vaccinato tutti dagli 0 ai 20 anni ed è sparita una malattia che fa ancora tanti morti. E se non fa i morti rende disabili”, ha poi ricordato Bebe Vio a margine dell’evento.

17 maggio 2017

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