Riforma Prg, Labdem: "Bene Boeri, via a confronto" - DIRE.it

San Marino

Riforma Prg, Labdem: “Bene Boeri, via a confronto”

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SAN MARINO – Rimettere mano al piano regolatore, ricercando il confronto e la condivisione tra le forze politiche. Per LabDem, “il governo del territorio” è una delle urgenze che la politica deve affrontare e a cui dedicherà una serata pubblica. “Il governo del territorio per una migliore qualità della vita” è infatti il tema che giovedì sera sarà affrontato alle 21, alla sala Montelupo di Domagnano. Nel corso della presentazione odierna dell’appuntamento, lo illustrano Stefano Spadoni, Federico Crescentini e il consigliere Simone Celli. Si tratta della seconda serata pubblica del ciclo di incontri “I motori dello sviluppo”, partito a marzo. Al centro della seconda iniziativa di LabDem quindi ci saranno proposte in campo urbanistico ed energetico.

Protagonisti e relatori della serata saranno il presidente di LabDem, Federico Crescentini, e Luciano Zanotti, imprenditore con proposte sulla Green economy. Quindi si terrà uan tavola rotonda cui prenderanno parte Nicola Selva, Upr, Nicola Renzi, Ap, Simone Celli, consigliere LabDem, i rappresentanti del Comitato diritto alla casa e di Ases. “Non si può procedere a forza di varianti di Prg ad hoc– spiega Crescentini- sosteniamo l’urgenza di mettere le mani a un piano strategico di riorganizzazione del tessuto urbanistico“. E per evitare i guasti del passato, inoltre LabDem propone di abolire la Commissione per le Politiche territoriali. “La discrezionalità politica- chiarisce il presidente- non può coesistere con una buona amministrazione del territorio”.

Rispetto alla recente nomina di Stefano Boeri per la predisposizione del nuovo Prg, LabDem ha parole lusinghiere: “E’ una figura sicuramente prestigiosa e di indubbie capacità- commenta Crescentini- auspichiamo che un passaggio così rilevante possa essere oggetto di confronto allargato e di condivisione”. Infatti, “non si può pensare- chiosa- di superare il Prg a colpi di maggioranza”. Ultimo a prendere la parola è Celli che si sofferma sul referendun: “Il risultato complessivo- spiega- conferma malessere e disaffezione diffusa della cittadinanza verso la politica tradizionale”. Di qui l’impegno per recuperare quel rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni in modo da scongiurare “derive demagogiche e populiste”. Proprio queste ultime, conclude Celli, fortunatamente non hanno attecchito sul referendum polo della moda.

17 maggio 2016
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