"Capi volgari", rivolta in ufficio alle Poste: "Non siamo in caserma" - DIRE.it

Emilia Romagna

“Capi volgari”, rivolta in ufficio alle Poste: “Non siamo in caserma”

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BOLOGNA – “Si ha quasi l’impressione che i capi delle Poste ritengano indispensabile l’utilizzo della maleducazione e della volgarità per raggiungere gli obiettivi commerciali”. Nel pieno del braccio di ferro sul recapito della corrispondenza per effetto delle consegne a giorni alternati, tra sindacati e Poste in Emilia-Romagna si apre un altro capitolo di scontro. Più di un ufficio, infatti, ha segnalato alle sigle sindacali di non poterne più di capi che usano “linguaggi e comportamenti inappropriati“. Del tipo? Nella lettera di protesta formale inviata all’azienda i sindacati fanno un esempio solo (“La merenda è finita“), ma è solo perchè il tenore delle frasi sentite non è trascrivibile” nero su bianco, “per decenza”, spiegano Slp-Cisl, Slc-Cgil, Uil-Poste e Failp-Cisal. Sta di fatto che si sarebbe andati ‘oltre’ e così le quattro sigle venerdì scorso hanno chiesto all’azienda di richiamare all’ordine i responsabili degli uffici commerciali e degli sportelli.

poste_italiane“E’ intollerabile che importanti figure che rivestono ruoli decisionali in Poste utilizzino frasari che non sono usuali in un normale contesto lavorativo”. Di casi del genere, spiegano i sindacati, “sempre più spesso” giungono segnalazioni dai lavoratori. E i dipendenti si sono stufati: Qui non siamo in caserma“, hanno detto iniziando a chiedere che qualcuno facesse presente ai piani alti che la cosa non poteva andare avanti. “Non sfugge il delicato momento in cui si trova ad operare Poste, ma proprio per questo è necessario ristabilire un normale sistema di relazione tra addetti e loro superiori” e quindi occorre che i vertici aziendali “sensibilizzino i propri collaboratori a ripristinare un corretto clima di lavoro nel rispetto dei ruoli”, hanno scritto i sindacati.

posteLa protesta dei sindacati contro i “capi volgari e maleducati” e le “frasi da caserma” pare abbia già sortito l’effetto di qualche richiamo all’ordine. Ma i sindacati fanno sapere che intendono non lasciar correre su questi ‘fronte’ e vigileranno. Intanto resta aperto quello delle consegne a singhiozzo: ieri ne hanno discusso azienda e rappresentanti dei postini. C’è stato un ‘avvicinamento’ nel senso Poste ha rivisto in alcuni territori il sistema e le zone di consegna; in pratica, il carico di lavoro sui portalettere dovrebbe ridursi e rendere più agevoli i recapiti. Questo dovrebbe succedere ad esempio dalle parti di Modena e Forlì. Per i sindacati è un passo avanti, ma non basta: viene quindi mantenuto il blocco degli straordinari che durerò fino a fine mese, poi sarà anche possibile indire uno sciopero regionale degli addetti delle Poste.

17 maggio 2016
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