I progetti dei detenuti per una cella ‘diversa’ al Fuorisalone di Milano

ROMA – Dopo la liberta’ e gli affetti, quel che manca di piu’ a ogni detenuto e’ lo spazio. In cella non c’e’ spazio. Uomini, arredi e oggetti di vita quotidiana devono stringersi in pochi metri quadrati. E allora la grata della finestra diventa la dispensa dei cibi che, almeno in inverno, possono stare al freddo. Il bagno e’ l’unico angolo in cui ci si puo’ sedere. Dato che gli armadietti sono ridotti al minimo, ogni altro arredo (come per esempio la rete del letto) diventa un punto a cui agganciare qualcosa. Un gruppo di architetti e -designer, insieme ad alcuni detenuti del carcere di Bollate, ha provato pero’ a immaginare una cella diversa.

Stessi metri quadrati, ma con arredi diversi, piu’ funzionali. E’ nato cosi’ il progetto “FornitureforAll“. E la prima tappa di questo progetto e’ la mostra, “Stanze sospese“, che fino a domenica 22 aprile visitabile alla Siam (Societa’ d’incoraggiamento d’arti e mestieri  di via Santa Marta) a Milano, nell’ambito delle iniziative del Fuorisalone.

Designer e detenuti hanno lavorato insieme per sei mesi e sono arrivati a progettare una cella in cui il letto a castello riserva preziosi angoli per il guardaroba, alle pareti ci sono “barre multiuso” che possono trasformarsi in mensole, appendi abiti o possono sostenere anche un tavolino smontabile e le sedie. Il tutto in plastica dura riciclata.

Nella mostra “Stanze sospese” il visitatore trova tre celle: una che riproduce una vera cella del carcere di Bollate, una riprogettata con le soluzioni alternative e la terza con alcuni arredi pensati per le stanze dell’Icam, l’Istituto di custodia attenuata in cui sono rinchiuse le detenute con figli piccoli fino a cinque anni d’eta’.

Per i bambini e’ stata progettata una sedia che si puo’ modificare man mano che cresce e uno sgabello che include anche un gioco da tavolo.

“FurnitureforAll” e’ un progetto di design sociale nato dal dialogo tra la Fondazione Allianz Umana Mente. La produzione dei prototipi e’ stata realizzata dal Polo formativo Legno Arredo, mentre il laboratorio di falegnameria Arteticamente della Fondazione Sacra Famiglia ha prodotto alcuni arredi del progetto e una serie di gadget da distribuire a giornalisti e avventori. Gli arredi prototipati per la mostra “Stanze sospese” verranno montati nel carcere di Bollate per essere testati e modificati con l’intento arrivare a produrli in serie.

(Dires – Redattore Sociale)

17 Aprile 2018
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