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DIRE lavoro in diretta

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.
Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura (anche su www.dire.it).

ROMA. CGIL, CITTÀ METROPOLITANA A RISCHIO

“Mentre il Governo continua a rassicurare gli enti locali che il Def non colpirà i servizi e le prestazioni per i cittadini, l’incontro tra Mef e Anci certifica che la città metropolitana di Roma neocostituita è già a rischio sopravvivenza: la volontà di rinnovare e modernizzare il sistema dei trasporti, i flussi di popolazione, l’ambiente, lo sviluppo economico dell’area vasta che ruota intorno a Roma Capitale e lo stesso destino professionale di molti dipendenti sono in pericolo sotto la mannaia di un taglio di 87 milioni solo per il 2015”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino.

“Fuori dalla cortina fumogena di una razionalizzazione che non ha più riferimenti certi (ci sono ancora superstipendi, poltrone o macrogettoni da sopprimere?) – prosegue Di Berardino – resta solo la diminuzione o la cancellazione della qualità e quantità delle funzioni essenziali che la nuova area metropolitana è chiamata a svolgere e che la legge Del Rio le assegnava. Il sindaco Marino sostiene che a Roma, Napoli e Firenze serve uno ‘sconto’ sul taglio di circa 27 milioni complessivi per rendere il Def almeno a misura del loro futuro e per questo chiederemo immediatamente un incontro chiarificatore sulle prospettive di bilancio che emergeranno dalla conclusione del confronto con il Governo. Risulta paradossale che, mentre si parla dell’esistenza di un tesoretto idoneo a sanare le maggiori criticità per i cittadini, siano ancora questi ultimi a pagare dazio”.

LIGURIA. CGIL, 25 MILA OCCUPATI IN MENO IN 4 ANNI

Negli ultimi 4 anni la Liguria ha perso 25 mila occupati (-4%), quasi quattro volte la media nazionale (-1,1%) per non parlare del Nord-Ovest e Nord-Est (-0,2%). Lo dice, sulla sua pagina Facebook, la Cgil regionale. I giovani riducono di un terzo la loro presenza fra gli occupati rispetto al 2010, anche se nell’ultimo anno riscontriamo una certa stabilità; quarto anno di calo ininterrotto (e 21mila occupati in meno) per la classe tra 25 e 34 anni che scende sotto quota 100mila. La classe “matura” oltre i 45 anni ha 17mila occupati in più sul 2010 (+9.6%); quella successiva oltre i 55 anni addirittura 24mila (+30%); salgono anche gli ultra 65enni occupati che hanno una quota di occupati (16mila) ormai quasi simile a quella dei giovani 15-24 anni (19mila).

PESCA: FLAI, 18/4 RIPARTE LA CAMPAGNA SU MALATTIE PROFESSIONALI

Riparte domani, sabato 18 aprile, con il Progetto Pesca della Flai Cgil la Campagna sulle malattie professionali con una presenza della Flai Cgil nelle principali Marinerie italiane. “Con la campagna prosegue l’attività della Flai sul tema delle malattie professionali, in un settore molto delicato ed esposto come quello della pesca – si legge in una nota sindacale -. Su i territori verranno somministrati i questionari, elaborati in modo sempre più specifico e collegato alla specifica attività lavorativa. Con i questionari, che consentono un’indagine “in presa diretta” si intende fare uno screening sempre più dettagliato con l’obiettivo di arrivare al riconoscimento delle malattie professionali per i lavoratori della pesca”. Di seguito le principali marinerie in cui nella giornata di domani è possibile trovare i questionari e il materiale informativo: Gallipoli (Lecce); Sciacca (Agrigento); Cagliari; Ancona; Fiumicino (Roma); S. Marco Castellabate (Salerno); Cirò Marina (Crotone); Rimini; Termoli (Campobasso).

PALERMO: SINDACATI, PROPOSTE PER UN NUOVO MODELLO IN AGRICOLTURA

Caporalato, lavoro nero, lavoro fittizio finalizzato ad assicurare indebite prestazioni previdenziali: sono i problemi del mercato del lavoro agricolo in Sicilia, evidenziati da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil regionali in un documento consegnato nei giorni scorsi alla Commissione regionale antimafia nel corso di un’audizione alla quale hanno partecipato anche le associazioni datoriali e il Centro Pio La Torre.

“In un settore dove solo il 10% della manodopera è a tempo indeterminato e in seguito alla soppressione negli anni ’90 del collocamento pubblico – rilevano i sindacati – la situazione è peggiorata al punto che “la gestione della manodopera è oggi prevalentemente in mano ai caporali e alle mafie, con ripercussioni negative anche sul piano dei diritti dei lavoratori buona parte dei quali non raggiunge neanche cinquantuno giornate di lavoro annue, cioè il minimo per accedere all’assistenza e alla previdenza”.

Su questi temi sono molte le iniziative messe in campo dai sindacati, che hanno anche firmato nel 2012 un Avviso comune con le altre parti sociali. “Le carenze strutturali del mercato del lavoro agricolo – dice il documento – vengono ‘colmate’ da “cooperative e aziende senza terra, annoverate spesso tra le attività criminali e mafiose, che forniscono servizi chiavi in mano, tra cui manodopera sui presupposti dell’evasione contributiva e fiscale e in assenza di diritti e di sicurezza sul lavoro”.

Nel documento anche le proposte dei sindacati: dal riordino dei servizi per l’impiego ai maggiori controlli per punire abusi e illegalità. Per Flai, Fai e Uila, occorre istituire pressi Comuni, sedi Inps e Centri per l’impiego un luogo di coordinamento istituzionale per la gestione del collocamento; istituire una cabina di regia per monitorare le condizioni di lavoro; prevedere un meccanismo premiale per le aziende virtuose; stilare un codice etico del lavoro agricolo per dimostrare che rispettare diritti e dignità delle persone che lavorano è possibile; impegnare la Regione affinchè nei bandi per i fondi pubblici siano sostenute le aziende e i produttori che fanno proprio il percorso della legalità.

PROGETTO GIOVANI, LA SPERIMENTAZIONE CGIL PARTE DAL FRIULI

Raccontare ai giovani il mondo del lavoro, il diritto del lavoro, il sindacato. E aprire agli studenti gli spazi delle sedi sindacali. Questo l’obiettivo del progetto presentato oggi dalla Cgil del Friuli Venezia Giulia, scelta come laboratorio di una sperimentazione che potrebbe interessare nei prossimi anni tutto il territorio nazionale. L’iniziativa, che parte da una proposta presentata dalla Cgil Fvg a Susanna Camusso, è stata infatti approvata e cofinanziata al 50% dalla Cgil nazionale.

“Vogliamo avvicinare il mondo del lavoro alle scuole e alle università – spiega il segretario regionale Franco Belci – e i giovani alle nostre sedi, con appositi spazi che verranno loro dedicati. Non soltanto per parlare di lavoro e di sindacato, ma anche per iniziative di carattere culturale, artistico, musicale”. Nasce in quest’ottica la collaborazione con lo scrittore triestino Pino Roveredo, individuato dalla Cgil come responsabile di un progetto che avrà come prima ribalta pubblica un evento in programma mercoledì pomeriggio a Trieste, al cinema dei Fabbri, dedicato al 70° anniversario della resistenza (“Settant’anni di libertà, resistere ed esistere”), alla presenza dello stesso Roveredo.

“Credo che questo progetto – commenta da parte sua lo scrittore – sia un’opportunità importante non soltanto per i giovani e per il sindacato che ha deciso di lanciarlo, ma anche e per le istituzioni, a partire dalla scuola. L’idea, infatti, è sia quella di aprire nuovi spazi dove possa esprimersi la creatività e la voglia di partecipazione dei giovani, sia di portare le tematiche e i problemi del lavoro nelle scuole e nelle università”.

TK-AST. RSU, PREOCCUPA STATO CONFUSIONE AZIENDA

Le Rsu di Ast “continuano a valutare con preoccupazione l’attuale stato di confusione che insiste all’interno dell’Azienda, dovuto sostanzialmente agli effetti relativi alle scelte unilaterali che dal nostro punto di vista, per motivi diversi, rischiano seriamente di compromettere il raggiungimento degli obiettivi insieme prefissati nell’accordo del 3 dicembre al Mise”. E’ quanto si apprende da una nota.

“In un contesto non concertativo, era necessario avviare un’azione condivisa con i lavoratori, nel tentativo legittimo di evidenziare le tante contraddizioni, le inefficienze del sistema, soprattutto i rischi e le problematiche relativi ad ambiente e sicurezza derivanti, chiedendo dove necessario anche il parere tecnico di Enti Esterni Preposti – prosegue la nota – Gli incarichi assegnati nell’ultimo periodo, su posizioni di primo piano, come Approvvigionamenti, Personale e Risorse Umane, Direzione della Produzione e Commerciale, consentono di avviare un nuovo percorso di chiarezza e di responsabilità che non dia alibi a nessuno, eliminando tutte le contraddizioni che ancora oggi continuano a persistere”.

“A tal proposito riteniamo indispensabile approfondire le politiche di Approvvigionamento avviate dai responsabili che stanno mettendo in grande difficoltà le Aree, rispetto a fornitura di ricambi e servizi complessivi, aggravata da tempistiche discutibili, questioni queste sicuramente non in linea con le logiche di competitività indicate e condivise”.

FILCAMS MARCHE: “LA FESTA NON SI VENDE”, NO DEREGOLAMENTAZIONE ORARI FESTIVI

In vista delle festività del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno, la Filcams Cgil Marche “è a conoscenza che molte catene commerciali intendono tenere aperti i negozi. Per questo motivo, in coerenza con la nostra campagna nazionale “La festa non si vende”, si vuole  ricordare che il lavoratore può rifiutare la prestazione lavorativa richiesta dal datore di lavoro. Questo significa che, anche in presenza del rifiuto di fornire attività lavorativa, non può essergli contestata l’assenza ingiustificata costituendo la presenza al lavoro nelle festività una libera scelta del lavoratore cui, appunto, non può essere imposto di lavorare”. E’ quanto si legge in una nota. “Va comunque sottolineato che questo diritto ha carattere disponibile nel senso che il datore di lavoro può richiedere di lavorare ma l’effettiva prestazione dell’attività può avvenire esclusivamente in presenza di un accordo tra le parti o, se il contratto individuale della persona, prevede in modo specifico l’obbligo di rispondere al comando aziendale”. La Filcams Cgil Marche “ribadisce il proprio parere negativo rispetto agli effetti della deregolamentazione sugli orari di lavori nei giorni festivi che, ad oggi, non ha portato benefici né alle aziende né ai lavoratori. In ogni caso, il sindacato è convinto che alcune festività hanno una rilevanza sociale tale per cui devono essere preservate e rimanere patrimonio collettivo”, conclude.

17 aprile 2015

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