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Renzi: sulla legge elettorale non torno indietro. Ma è aperto il confronto sul nuovo Senato

renzi civatiFonti di Palazzo Chigi ribadiscono che la posizione del Presidente del Consiglio sulle riforme è quella chiaramente espressa nel discorso al gruppo del Pd e ribadita con nettezza ieri a Georgetown: e cioè che non si torna indietro, che la legge elettorale va approvata come è uscita dal Senato e che nessuno può bloccare le riforme.

Il Pd ha votato la propria linea sulla legge elettorale alle primarie, in direzione più volte e in assemblea di gruppo con maggioranze schiaccianti o addirittura all’unanimità.  Sulla  riforma costituzionale si va avanti, con un confronto parlamentare di merito, ma senza nessuno scambio o concessione.

Parlare di “offerta ai ribelli” sulla carta costituzionale è fuori dalla realtà. Renzi ha invece ribadito la propria disponibilità a un confronto nel merito, nel corso del suo intervento al gruppo del Pd dell’altra sera.

Intanto sul suo blog Pippo Civati, deputato della minoranza Pd, ha fatto sapere di valutare positivamente la possibile modifica della riforma costituzionale. “Votatemi una legge elettorale su cui avete molti dubbi e avrete il Senato elettivo- si legge- Al di là delle gravi perplessità che suscita qualunque scambio di questo tipo, tanto più in materia istituzionale, la proposta è interessante per un aspetto: si può ridiscutere la riforma costituzionale. Anzi, si può ridiscutere tutto quanto”.

“Se c’è disponibilità a ridiscutere, finalmente, sulle riforme costituzionali- prosegue Civati- non sarebbe coerente farlo anche per migliorare la legge elettorale che comunque andrebbe ritoccata perché – nel testo attuale – non si applica al Senato che invece (pare) potrà essere eletto? Non vorremmo scoprire tra qualche mese che un altro bersaniano, tipo Errani, si era purtroppo fissato sul premio di maggioranza sempre e comunque mentre il premier era sempre stato per il Mattarellum. Come noi. Se si può cambiare tutto, e se finora abbiamo scherzato, si faccia il Senato elettivo e si torni al Mattarellum, con il doppio turno di collegio”.

17 aprile 2015

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