Sanità

Detenuti al Cup dell’Ospedale: per il quinto anno rinnovata la convenzione tra Bambino Gesù e il carcere di Rebibbia

convenzione bambino gesù_rebibbia

ROMA – Confermata per il quinto anno la convenzione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il carcere romano di Rebibbia e la Cooperativa sociale “e-Team” per l’inserimento lavorativo dei detenuti e la gestione delle prenotazioni sanitarie. “Con questo lavoro ho scoperto il mio lato umano, quello che non pensavo di possedere”, dice un detenuto.

La presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, ha incontrato i detenuti impegnati in questa attività. Ogni giorno al Centro Unico Prenotazioni dell’Ospedale (CUP) arrivano centinaia di telefonate, una media di 20 mila richieste al mese, per un totale di prestazioni ambulatoriali che ogni anno supera il milione. Oltre il 30% di questa mole di prenotazioni viene gestito proprio nell’istituto penitenziario di Rebibbia. Il servizio è svolto da un gruppo di detenuti selezionati con una serie di colloqui di idoneità e preparati al lavoro dal personale del Bambino Gesù: da quasi 5 anni accolgono le telefonate dei genitori che vogliono prenotare una visita per i propri figli, verificano l’impegnativa, fissano l’appuntamento.

L’obiettivo della convenzione è offrire un’opportunità professionale retribuita a detenuti che altrimenti rischierebbero di restare esclusi dal tessuto produttivo e ottimizzare le prestazioni del CUP dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede. Dal 2011 ad oggi sono stati formati e impiegati circa 30 reclusi. Attualmente il servizio è affidato a 10 detenuti (9 operatori e un coordinatore) che operano all’interno del carcere attraverso collegamenti telematici forniti dall’Ospedale insieme al supporto tecnico per il funzionamento dei programmi utilizzati. “L’impegno dell’Ospedale è declinato su diversi fronti sociali oltre a quello profuso nella ricerca e nella cura dei bambini”, ha affermato la presidente Mariella Enoc. “La collaborazione tra Bambino Gesù e carcere di Rebibbia è un esempio concreto: da un lato offre a detenuti molto motivati e competenti una valida possibilità di reinserimento lavorativo, dall’altro permette all’Ospedale di accrescere la qualità dei servizi offerti ai piccoli pazienti e alle loro famiglie”.

17 marzo 2016
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