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All’ex mattatoio l’Accademia delle belle arti lancia il più grande campus europeo della creatività

accademia belle arti ex mattatoioIl “più grande Campus europeo delle arti e della creatività” potrebbe nascere nel cuore di Testaccio, dove da quest’anno l’Accademia delle belle arti di Roma è approdata aprendo aule e laboratori al Campo Boario.

Un inizio che però con l’aiuto delle istituzioni, “in primis il Comune di Roma, ma anche dei ministeri dei Beni culturali e dell’Istruzione”, in pochi anni potrebbe arrivare ad accogliere “i tanti studenti italiani e stranieri” che vogliono studiare Belle arti a Roma e che, a oggi, “non riusciamo ad accogliere nella sola sede di via Ripetta” che già conta 2.200 iscritti, di cui il 40% stranieri. Con il Campo Boario a pieno regime, “potremmo accogliere 5.000 studenti”. A chiedere al Campidoglio di “rendere effettivamente disponibili” gli spazi a Testaccio, “già assegnati da dieci anni, per poter avviare tempestivamente i lavori di restauro e trasformarli in tempi brevissimi in aule all’avanguardia” è Roberto Grossi, presidente dell’Accademia di Belle arti di Roma, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno accademico avvenuta proprio al Campo Boario alla presenza, tra gli altri, del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, e dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Giovanna Marinelli, e del capo dipartimento del Miur, Marco Mancini, che ha portato il saluto del ministro Stefania Giannini.

“L’obiettivo- ha detto Grossi- è di creare a Roma il più grande Campus europeo delle arti e della creatività, in un’area degradata che da diversi anni sta cercando un nuovo destino, quella del Campo Boario. Il Comune di Roma ci ha assegnato altri 5.000 metri quadrati con due strutture importanti su cui stiamo realizzando la progettazione, che dovra’ avere le autorizzazioni”. E se il progetto di restyling dell’area è già a buon punto, l’Accademia ha pronti anche i finanziamenti per realizzarlo: “Abbiamo da parte 3 milioni di euro che consentiranno di cantierizzare subito e offrire agli studenti, all’Accademia e alla città intera una porzione di nuova area”.

Ma ancora “non basta” per Grossi che lancia il suo appello al Campidoglio: “Attendiamo dal Comune di Roma che attui la definitiva assegnazione delle aree dove attualmente sono posizionati i cavalli e le carrozzelle che portano i turisti in giro per Roma. Occorrera’ liberare queste aree e assegnarle definitivamente all’Accademia. In questo modo- dice- potremo realizzare in poco tempo un sogno per la nostra Capitale: riportare a Roma gli artisti e coloro che l’hanno resa grande dal Rinascimento in poi”.

Secondo il progetto dell’Accademia di belle arti di Roma, con il “piu’ grande Campus europeo delle arti e della creativita’” i locali dell’ex Campo Boario, oggi parzialmente operativi, potranno dare maggior spazio ai corsi di diploma storici e ai corsi dedicati alle nuove tecnologie, al graphic design, al fashion design e al restauro. Ma il Mattatoio non ospiterebbe solo lezioni e corsi, ma anche “iniziative di richiamo internazionale aperte al pubblico” e le residenze d’artista. Oltre a consegnare definitivamente tutti gli spazi assegnati, sarebbe necessario anche “attrezzare l’area con i servizi necessari come l’illuminazione, la viabilità, la sicurezza e l’accessibilità con i mezzi di trasporto pubblico.

Quella dell’Accademia di belle arti di Roma, ha tenuto a dire Marinelli, “è una tradizione che deve essere rinforzata e i presupposti per ripartire ci sono. Il Comune di Roma ha raccolto la sfida perché è condivisa questa esigenza di rafforzare la presenza dell’Accademia e dare gli spazi dell’ex Mattatoio”. Secondo l’assessore “l’inserimento dell’Accademia in questo luogo è decisivo, come lo e’ stato per Roma Tre. La Giunta ha approvato una memoria che da’ indirizzi per poter avviare il recupero dell’area e l’impegno dell’amministrazione c’è e questo lavoro andrà avanti”.

E il lavoro di rilancio dell’Accademia “avra’ al vostro fianco il ministero dei Beni culturali”, ha detto Franceschini, perché “la sfida di rilancio è non solo di Roma, ma di tutto il Paese. L’Italia ha vinto la sua battaglia per la tutela- ha aggiunto il ministro- ma per una lunga stagione è sembrato, sbagliando, che la tutela escludesse un intervento sul contemporaneo. Quasi come se ci fosse l’obbligo di scelta. Questo è il secolo in cui l’Italia deve reinvestire su se stessa, sulla contemporaneità e sulle periferie”. Secondo il titolare del Collegio romano bisogna “affiancare alla tutela un grande lavoro di investimento sul presente” anche attraverso “un grande investimento sull’educazione”. Ricordando il “valore materiale, ma anche pedagogico” di misure come l’Art bonus e la riforma delle tariffe dei musei, Franceschini ha detto infine che “giovedì ci sarà la sigla di un’intesa con il Miur che va in questa direzione. Finora i due ministeri hanno avuto percorsi troppo divaricati. Noi vogliamo seguire un percorso comune”.

17 marzo 2015

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