Politica

Unioni civili, Cirinnà: Non lascio ma no mio nome sulla ‘porcata’

monica_cirinna

Non si lascia il campo di battaglia, non me ne vado perché ho messo la mia passione al servizio di una grande causa“. Così Monica Cirinnà, senatrice che ha dato il nome al ddl sulle unioni civili, intervistata dal Tg3, smentisce l’ipotesi di lasciare la politica dopo l’impasse al senato determinato dal cambiamento di linea del M5S. “In Transatlantico si dicono tante cose”, aggiunge per spiegare l’amarezza con cui ha vissuto il “tradimento” del M5S, un “tradimento molto grave e che ha messo la legge a rischio”.

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Poi attacca: “Come dice il sindaco Pizzarotti, a che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca”. Con i grillini, insiste Cirinnà “abbiamo lavorato insieme per due anni, ma è bastata una telefonata di Di Maio” per buttare tutto all’aria. Nel merito, “si torna in aula tra martedì e mercoledì con il testo depositato- spiega la senatrice- ma non si possono fare stralci nelle segrete stanze, si vota tutto e chi vorrà lo stralcio lo fa votare”.

Quanto al ‘supercanguro’, “dobbiamo trovare i numeri, ma non metto la vita delle persone in un campo minato. Non sono emendamenti trappola ma alla luce del sole, di cui il Pd discute da mesi”. Insomma, conclude Cirinnà, “Non me ne vado ma non lascerò il nome in una legge porcata”. La chiusura è positiva: “Ce la faremo perchè l’Italia non può aspettare oltre”.

17 febbraio 2016
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