In Etiopia l'impegno dell'Italia contro Aids, malaria e Tbc - DIRE.it

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In Etiopia l’impegno dell’Italia contro Aids, malaria e Tbc

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“L’Etiopia e’ uno dei Paesi piu’ poveri del mondo, ma ha compiuto sforzi notevoli negli ultimi anni per rafforzare il proprio sistema sanitario. Sono aumentati i centri sanitari e i dispensari, si e’ investito sulla formazione degli operatori sanitari di comunita’ e si e’ avviata una rivoluzione culturale per portare la popolazione, soprattutto nei villaggi, a utilizzare le strutture sanitarie”. Lo afferma Stefania Burbo, focal point dell’Osservatorio Aids, di ritorno da una visita di studio nel Paese africano organizzata dall’Associazione donne per lo sviluppo (Ads) e da Osservatorio Aids – di cui fa parte anche Medici con l’Africa cuamm – nell’ambito del progetto Increasing Italy’s commitment to the global fund to fight aids, tuberculosis and malaria. Grazie al lavoro della cooperazione italiana, con il sostegno del Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria, il governo etiope ha introdotto l’Health service extension program che ha consentito la formazione di decine di migliaia di donne come operatrici sanitarie di base all’interno delle proprie comunita’, come riferiscono fonti di stampa cattolica.

L’auspicio che “nella revisione annuale delle linee di programmazione della cooperazione internazionale italiana venga data priorita’ alla promozione dell’empowerment e dei diritti delle donne e delle ragazze” viene espresso da Maria Grazia Panunzi, presidente Aidos. Come ricorda Burbo, permangono infatti “importanti criticita’: il tasso di trasmissione dell’Hiv dalla mamma al bambino, per esempio, si attesta ancora intorno al 25%”. Fra i progetti visitati anche l’ospedale di San Luca a Wolisso, realizzato e gestito da Medici con l’Africa cuamm, dove ogni anno vengono diagnosticati 900 casi di tubercolosi, di cui 200 in media ricoverati poiche’ ritenuti gravi. Duemila i casi di malaria, dei quali 200 gravi. Nel caso dell’Hiv, vengono effettuati 18.000 test all’anno per la diagnosi e attualmente sono in trattamento 1.400 pazienti.

17 febbraio 2016
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