Sardegna

Atenei, Fi e Udc invocano fondi per diritto allo studio, “altrimenti studenti se ne vanno”

studenti_universitari

CAGLIARI – Un maggiore sostegno alle università isolane, con un incremento delle risorse destinate al diritto allo studio. È quanto invocato dal capogruppo regionale dell’Udc Gianluigi Rubiu, che già in passato aveva richiamato la Giunta Pigliaru sull’irrilevanza dei fondi dedicati all’istruzione. “Una situazione scaturita- evidenzia Rubiu- anche dall’introduzione del nuovo Isee, che limita la platea degli studenti beneficiari degli aiuti. Abbiamo chiesto alla Regione di intervenire per una modifica volta ad implementare le risorse, ma nulla è stato fatto- continua-. Gli atenei isolani aspettano ancora degli investimenti sulle infrastrutture, tesi a riqualificare gli spazi destinati agli studenti e la Sardegna è ancora in ritardo nella spesa per borse di studio, formazione e ricerca- conclude Rubiu-. Ecco perché tantissimi giovani scelgono un percorso di studi nelle università della Penisola o, peggio ancora, negli atenei esteri”.

Sull’argomento interviene anche il coordinatore di Forza Italia Ugo Cappellacci: “Basta con i balletti inutili, con le pacche sulle spalle e le finte rassicurazioni: se la Giunta regionale ritiene che le Università sarde siano una priorità, lo dimostri con i fatti. Non solo occorre dedicare più attenzione all’università ed alla ricerca nella legge Finanziaria, ma occorre perorare presso il Governo la causa, rilanciando l’allarme dei rettori sardi- continua-. Invece passano le settimane, i mesi, ma la Giunta regionale non osa disturbare l’esecutivo nazionale. Se i parametri statali sono sbagliati e penalizzanti per una Regione insulare come la nostra- conclude l’esponente azzurro- non è sufficiente che il governatore esprima solidarietà a docenti e studenti, non bastano le pacche sulle spalle, ma occorre ribellarsi e farlo subito, prima che la situazione precipiti e diventi irreparabile“.

17 febbraio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»