Scandalo appalti in Lombardia, Lorenzin: "Se vero, gravissimo" - DIRE.it

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Scandalo appalti in Lombardia, Lorenzin: “Se vero, gravissimo”

Il-ministro-della-Salute-Beatrice-LorenzinROMA – “Spero per le persone interessate che non sia vero. Se lo fosse, sarebbe gravissimo”. Risponde così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, interpellata dai giornalisti sullo scandalo sanità in Lombardia, a margine della conferenza stampa di presentazione dei dati relativi all’attività per i trapianti d’organo, cellule e tessuti e per le donazioni nel 2015, che si è svolta oggi a Roma presso il dicastero. “Dobbiamo mettere nel sistema degli ‘anticorpi’ forti– ha proseguito- soprattutto in quello sanitario, che è il più aggredibile perché c’è la cassa. E uno degli anticorpi è la legge che abbiamo appena approvato sul nuovo modello di selezione dei direttori generali amministrativi la quale, oltre ad avere un sistema di selezione verso l’alto, ha un principio di base: se il direttore generale sbaglia e non raggiunge gli obiettivi, decade automaticamente. Questo comporta un rapporto più virtuoso rispetto anche all’amministrazione politica”.

Ma secondo lei è un ‘colpo’ al modello di sanità lombarda? “Sicuramente questa vicenda alla Lombardia non fa bene– risponde Lorenzin ai giornalisti- Ritengo che il sistema lombardo debba essere preservato e curato, perché è uno dei migliori d’Italia e d’Europa. Ha un livello di eccellenza e di prestazioni veramente tra i migliori, con un sistema di ricerca collegato fortissimo. Spero che le amministrazioni tutte, quindi, siano attente per fare in modo che queste situazioni non compromettano il sistema di sicurezza e credibilità del sistema lombardo”. Quanto alle liste d’attesa gonfiate, secondo il ministro sono “non solo una beffa nei confronti dei cittadini, ma anche una grandissima truffa. Su questo io sono ferrea nei confronti di chiunque: è un tema morale ed etico che riguarda la salute delle persone”.
Quello che abbiamo visto negli ultimi anni, prosegue Lorenzin, è che “poi le cose vengono scoperte, quindi c’è una funzione molto forte degli inquirenti e anche delle forze di polizia che sono preposte al controllo dei sistemi sanitari. Penso per esempio al risultato che stanno raggiungendo i Nas nelle varie task force, sia sugli abusi nelle case di cura e di ricovero sia nella contraffazione. È una battaglia, questa, in cui ognuno- conclude- si deve assumere la propria responsabilità”.

di Carlotta De Santo, giornalista

17 febbraio 2016
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