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Calcio. “Sacchi venga a vederci giocare”, l’invito di Afro Napoli e Optì Poba

Foto di Afro Napoli United

Foto di Afro Napoli United

ROMA – “Le parole di Arrigo Sacchi sono da condannare. Chi se lo aspettava da un personaggio di tale spessore?”. Antonio Gargiulo è un giovane commercialista napoletano, da sempre impegnato nel sociale. Raggiunto da Diregiovani.it, ha commentato così le parole dell’ex tecnico del Milan secondo cui in Italia ci sono troppi giocatori di colore nelle squadre Primavera. “Ma non sono razzista”, ha poi precisato Sacchi ricordando in carriera di aver allenato giocatori come Gullit e Rijkaard. (Foto dal sito di Afro Napoli United)

Ma cosa centra Gargiulo con Sacchi? Direttamente nulla, indirettamente, soprattutto dopo l’uscita del secondo, molto. Perché Gargiulo nel 2009 ha avuto l’idea di fondare una squadra, l’Afro Napoli United, con un nome che è tutto un programma. L’iniziativa nasce da una sua volontà e da quella dei senegalesi Sow Hamath e Watt Samba Babaly, di “adoperare il principio secondo il quale lo sport può e deve essere, oltre una semplice disciplina per allenare il fisico, anche un veicolo per l’insegnamento di valori sociali ed etici ed un metodo per abbattere i tabù razziali”, come si legge sul sito della squadra.

Per questo, spiega Gargiulo, “le parole di Sacchi sono da condannare. La sua è stata una frase anacronistica. Sacchi è rimasto indietro di 50 anni, ormai le nostre città sono multietniche, multicolore. Ed è un fenomeno che deve essere organizzato- spiega- Dall’immigrazione spesso si ottengono risorse. Noi abbiamo creato una squadra con tutti ragazzi migranti, rifugiati, con ragazzi napoletani. Questo per dimostrare che quando hanno una possibilità, possono essere delle risorse”. Cita, poi, esempi illustri: “Vediamo quanto succede poi in Germania, in Francia: hanno vinto praticamente quando hanno aperto le frontiere sportive a ragazzi di tutto il mondo”.

invece in Italia “è assurdo che ancora oggi si parli di queste cose, succede solo da noi che lo sport sia considerato di nostra proprietà. Guardiamo anche l’Olanda o l’Inghilterra”. Gargiulo trova triste che sia “Arrigo Sacchi, una persona che nel calcio ha fatto la storia, a dire queste cose. E non è uno qualunque. Peccato che sia lui a dire queste assurdità. Che poi possono fomentare fenomeni di razzismo che in questo momento sarebbe opportuno combattere”.

Quella di Afro Napoli United è una realtà nata nel 2009, “con dei ragazzi senegalesi decidemmo di creare una squadra che abbattesse ogni barriera razziale. Si chiama così perché si voleva dare l’opportunità ai migranti dal mondo di condividere la passione per il calcio. Ed è stato abbastanza facile farlo, il calcio è uno sport popolarissimo. E abbiamo avuto grandi successi sociali e sportivi”. L’anno scorso la squadra campana ha vinto la terza categoria, quest’anno è prima in seconda categoria: “Questa modalità di integrarsi è uno strumento di successo- sottolinea Gargiulo- Dovrebbe essere preso ad esempio dalla nostra federazione”.

L’estate scorsa una simile è nata in Basilicata, l’Optì Poba ideata da Francesco Giuzio, 27enne aspirante allenatore e laureato in Relazioni internazionali, “riservata ai cittadini extracomunitari presenti sul territorio italiano, in particolare ai richiedenti lo status di rifugiato politico”. Anche lo stesso Giuzio, sempre a Diregiovani.it, non si trova d’accordo con le parole di Sacchi: “Ma con le sue parole si riferiva a giocatori come Ogbonna o Balotelli, quindi, nati in Italia o ai naturalizzati? E comunque è una distinzione sciocca, l’orgoglio italiano non si esprime in queste occasioni ma quando una nave della guardia costiera salva delle vite o quando sceglie di non rispondere al fuoco minacciata in mezzo al mare”.
Quello che, come Optì Poba “pensiamo è che l’unica razza che conta è quella umana. Dove sei nato o di che colore sei interessa davvero poco. Sacchi pure, senza Gullit e Rijkard non avrebbe fatto tanto. In tutto questo non dobbiamo sottovalutare la fame che questi ragazzi hanno, vengono da realtà che non sono fortunate come quella italiana. Non c’è nulla di male”.

Come Gargiulo, Giuzio guarda alla Germania, in cui c’è “il caso di Boateng, che gioca con la Germania e il fratello con il Ghana. Questi personaggi con risalto mediatico dovrebbero impiegare le loro parole in maniera positiva. Sicuramente Sacchi farà retromarcia e dirà di essere stato frainteso, ma conta che lo abbia detto. Sono tutti assist per chi continua a spingere verso una soluzione di chiusura, di atrretratezza. E non dimentichiamo che giocatori come Sivori e Camoranesi non erano proprio italiani”.

Infine Giuzio, che è anche l’allenatore del Poba, manda un invito a Sacchi: “Vorrei venisse ad allenare la nostra squadra, anche per rendersi conto come è la nostra realtà. Magari accetta davvero…”. Come Giuzio, anche Gargiulo: “Vorrei ricordare a Sacchi che senza il contributo di Gullit e Rijkaard ai successi del suo Milan, avrebbe allenato nei dilettanti… Battute a parte, vorrei invitarlo da noi, reputo Sacchi una persona molto competente, saremmo felicissimi e orgogliosi se venisse a trovarci, nostri ragazzi”.

 

di Adriano Gasperetti

17 febbraio 2015

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