VIDEO | Dalle Br a Battisti, Unicusano racconta gli anni di piombo

Dopo un sondaggio fra gli studenti che aveva rivelato la scarsa conoscenza di alcuni temi (dal terrorismo all'Olocausto), l'Università Niccolò Cusano ha organizzato un ciclo di incontri
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ROMA – La lotta al terrorismo politico negli anni di piombo raccontata da uno dei protagonisti, il colonnello dei Carabinieri Domenico Di Petrillo. È stato il primo appuntamento di una serie di incontri a Roma su temi ‘pilastro’ della storia italiana, organizzato da Maria Paola Pagnini, docente dell’Università Niccolò Cusano.

“Abbiamo fatto una serie di interviste ai nostri studenti- ha dichiarato Pagnini- da dove è emerso la poca conoscenza di alcuni temi principali: dagli anni di piombo all’Olocausto passando per i cambiamenti climatici e la mafia”. Da qui è nata l’idea di questa iniziativa. Primo titolo ‘La lotta al terrorismo nel diario operativo della Sezione speciale Anticrimine dei Carabinieri di Roma negli anni di piombo: metodo e strategie’.

 

Ad ospitare l’evento l’aula magna dell’ateneo. Lo spunto è partito dal libro scritto dal colonnello Di Petrillo su ‘Il lungo assedio’. Non solo un diario operativo, quasi un diario di guerra. Sulle auto civetta tra Torino e Bologna, nei pedinamenti estenuanti e forsennati per le vie della Capitale, o sulle tracce dei brigatisti riparati a Parigi. Fino alla fine, all’operazione che spazzò via l’organizzazione eversiva Brigate rosse.

Di Petrillo ha consegnato date, nomi, scenari operativi, risultati e arresti. Ha ripercorso i contorni di un’epoca e la cronaca documentata di un conflitto condotto dal 1978 al 1989: per dodici anni lui, allora tenente colonnello, e gli uomini della Sezione Speciale Anticrimine dei Carabinieri di Roma hanno combattuto un nemico forte di armi, di ideologie distorte e pure di consenso.

Bisogna sapere quali sono stati gli errori per non ripeterli– ha dichiarato il colonnello Di Petrillo all’Unicusano- oggi la società italiana esprime tantissime contraddizioni, ma bisogna trovare il modo giusto per contrastarle, per modificare una situazione che è veramente pesante e che grava soprattutto sui giovani, ma non è prendendo le armi che si risolve il problema. I problemi si risolvono con la consapevolezza, con un voto giustamente indirizzato e ancor meglio con una partecipazione all’attività politica da parte di risorse qualificate sia nella motivazione che nelle competenze”.

Un incontro che si è svolto in un momento di cronaca particolare visto che “abbiamo avuto la coincidenza quasi assurda dell’arresto di Battisti– ha aggiunto invece Pagnini- e quindi l’interesse dei nostri studenti è stato più acuto di quanto sarebbe stato in precedenza. Noi lavoriamo per gli studenti, forse in altre università ci sono più i professori che gli studenti, qui ci sono solo gli studenti, il nostro unico scopo è quello di farli uscire preparati e farli fare delle cose che li rendono contenti di frequentare l’università e di accrescere le proprie conoscenze. Quindi anche questa è un’iniziativa in quella direzione”.

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17 Gennaio 2019
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