Tg Pediatria, edizione del 17 gennaio 2019

Si parla di: Da Regione Lazio 4,3 mln a Pma, Sip: supportare tutta la maternità; Aumento prematuri, Sin lazio: da fondo Pma più info su rischi

DA REGIONE LAZIO 4,3 MLN A PMA, SIP: SUPPORTARE TUTTA LA MATERNITÀ

La Regione Lazio, con un decreto del Commissario ad acta, ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita da ripartire tra i centri pubblici di PMA e favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni di euro. Alberto Villani, presidente della Sip, auspica che ci sia “una grande sensibilità da parte della Regione, e del governo in generale, verso tutti i problemi dell’infanzia e dei bambini, per cercare di trovare le soluzioni che favoriscano anche la maternità che non ha necessità di essere assistita dal punto di vista strettamente sanitario, ma che ha molta necessità di essere assistita in termini di supporto”.

AUMENTO PREMATURI, SIN LAZIO: DA FONDO PMA PIÙ INFO SU RISCHI

La natalità nella Regione Lazio ha subito un crollo negli ultimi 5 anni, con 2.300 nascite in meno tra il 2016 e il 2017. Sempre nel 2017 sono stati dimessi dalle Terapie intensive neonatali 565 neonati pretermine; tra le cause associate a queste nascite premature c’è anche la Procreazione medicalmente assistita. Lo fa sapere Andrea Dotta, presidente della Sin sezione Lazio, che aggiunge: “Vi è un numero molto elevato di coppie che fanno ricorso alla Pma rivolgendosi ad altre regioni o anche ad altri Stati”. Il fondo per la Pma è ‘un’iniziativa estremamente importante, è giusto concentrare gli impegni economici, soprattutto informativi e di conoscenza per le famiglie dei reali rischi e vantaggi del ricorso alla Pma”. Alla Dire il neonatologo illustra i rischi.

BAMBINI PREMATURI HANNO DIFFICOLTÀ NEL PROBLEM SOLVING

“I bambini prematuri non funzionano bene perché non riescono ad utilizzare in modo armonico e adeguato i processi psicologici che sottendono la regolazione del comportamento e l’uso corretto delle competenze cognitive superiori. In sostanza è il fondamento per il problem solving”. Parte da qui Emanuele Trapolino, neuropsichiatra infantile e direttore dell’Unità operativa semplice di Neurologia neonatale dell’Ospedale Giovanni Di Cristina di Palermo, intervenendo al corso su ‘Il neonato pretermine’ a Roma.

SINEPE PUNTA A RAFFORZARE COLLABORAZIONE CON SIP, SIN E SITO

Rafforzare la collaborazione con tre società scientifiche: la Società italiana di nefrologia, la Società italiana di pediatria e la Società italiana trapianti d’organo. È questo l’obiettivo del nuovo mandato di Licia Peruzzi, presidente della Società italiana di nefrologia pediatrica.

SVILUPPO, NPI: CONOSCERLO PER NON CONFONDERE DISAGIO E DISTURBO

Quando si parla di sviluppo neuropsichico nei primi tre anni di vita può accadere che il segno, il sintomo e il comportamento osservati siano solo la punta dell’iceberg di processi più complessi. Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), precisa che “conoscere questi aspetti aiuta il pediatra, lo psicologo o l’educatore del nido e della scuola dell’infanzia ad individuare il bambino che sta deviando nella sua traiettoria e a chiedere il supporto di uno specialista che possa definire quanto quel comportamento sia ascrivibile a una condizione di disagio piuttosto che di disturbo”. La neuropsichiatra porta in esempio il caso dell’iperattività.

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17 Gennaio 2019
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