Battisti e il video di Bonafede, la Camera penale di Roma presenterà esposto

Nel video si vedono le varie fasi dell’arrivo di Cesare Battisti in Italia, comprese le procedure di fotosegnalamento.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – La Camera Penale di Roma sta per presentare un esposto in relazione al video pubblicato dalla pagina Facebook del ministro della Giustizia, on. Alfonso Bonafede, nel quale si riprendono le varie fasi dell’arrivo di Cesare Battisti in Italia, comprese le procedure di fotosegnalamento effettuato negli uffici della Questura di Roma e sulle impronte digitali.

Per i penalisti romani si tratta di una iniziativa che potrebbe configurare alcune violazioni di legge, tra le quali quella prevista dall’articolo 114 del codice di procedura che vieta “la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica” e quella prevista dall’art 42 bis dell’ordinamento penitenziario la quale prevede che “nelle traduzioni sono adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità”.

Già martedì l’Unione delle Camere Penali, in una nota, aveva affermato che “quanto accaduto in occasione dell’arrivo a Ciampino è una pagina tra le più vergognose e grottesche della nostra storia repubblicana. È semplicemente inconcepibile che due Ministri del Governo di un Paese civile abbiano ritenuto di poter fare dell’arrivo in aeroporto di un detenuto, pur latitante da 37 anni e finalmente assicurato alla giustizia del suo Paese, una occasione, cinica e sguaiata, di autopromozione propagandistica”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

17 Gennaio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»