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M5s, Orfini: “Domani daranno la colpa agli alieni”

ROMA – “Il Movimento 5 stelle ha un problema grosso come una casa, che va oltre i singoli casi di cronaca. E negarlo non servirà a molto. Tanto meno i grillini possono risolverla scaricando la responsabilità ora sul Pd, ora sui giornalisti, domani magari su un’invasione aliena”. Così il presidente del Pd, Matteo Orfini, torna a dire la sua, su Facebook, sul Movimento 5 stelle.

M. Orfini

M. Orfini

“Qualunque forza governi o amministri – spiega – è esposta al rischio di infiltrazioni criminali. Gli interessi criminali, e più in generale ogni tipo di interesse, cercano il potere. Nessuno è immune dal rischio. Ma chi ha la natura del Movimento 5 stelle rischia ancora di più. E la cronaca lo dimostra: governano una manciata di comuni e non ce ne è uno dove non ci sia un problema, tra espulsioni, opacità amministrativa, caos politico, infiltrazioni. E’ la storia di un fallimento drammatico. E’ il prezzo che si paga a non avere una classe dirigente adeguata e all’assenza di una struttura democratica. Due aspetti che stanno evidentemente insieme, perché senza democrazia interna non emergerà mai classe dirigente e il patetico spettacolo di questi giorni fatto di imbarazzati silenzi, bugie, contraddizioni e pellegrinaggi da Casaleggio per farsi dare la linea lo dimostra”.

Secondo Orfini, “quando si scopre di avere la camorra in casa non ci si può limitare a qualche espulsione di comodo, bisogna capire come ci è potuta entrare e perché nessuno se ne è accorto. A Roma lo sappiamo bene, è un anno che ripuliamo, ristrutturiamo, moltiplichiamo attenzione e meccanismi per rafforzare gli anticorpi”. E poi: “Il mitico direttorio grillino che fine ha fatto? Di Maio e Fico prima hanno difeso il sindaco dicendo che era parte lesa, poi l’hanno cacciata perché non aveva denunciato. Poi si è scoperto che anche loro sapevano e la colpa di tutto è diventata dei giornalisti. Di Battista ha spiegato che Quarto è solo un caso, che altrove il Movimento 5 stelle governa in modo fantastico e ha citato come esempio Pomezia. Due giorni dopo si scopre che a Pomezia il sindaco grillino deve rispondere di curiose sanatorie edilizie, appalti concessi a coop sospette, procedure di affidamento discutibili. Ovviamente Di Battista non ne ha più parlato e vedrete che tra un po’ dovranno intervenire anche lì. La Ruocco è scomparsa dopo essersi chiusa in una stanza con alcuni balneari di Ostia, averli elogiati ed elevati a modello e aver poi scoperto che vivono di abusi e sotterfugi”.

E questo, osserva il presidente del Pd, “è il direttorio, dovrebbero essere i più bravi. Questa è la classe dirigente che andrebbe messa alla prova. Gente che nella migliore delle ipotesi non si è accorta di niente in luoghi dove non capire è davvero difficile, nella peggiore ha chiuso gli occhi. Se fosse vero che ‘uno vale uno’, il direttorio sarebbe stato rimosso o espulso. Ma non è così, nel Movimento 5 stelle ti cacciano se esprimi un’opinione, non se esegui gli ordini anche quando sono palesemente sbagliati. E invece il problema è proprio in quegli ordini, in quell’idea che offendendo, aggredendo, insultando, chiamando gli avversari criminali e gridando onestà a favore di telecamera si riesca ad apparire più bravi e credibili degli altri. E invece si finisce per trovarsi dalla parte sbagliata senza nemmeno accorgersene, travolti da scandali, relazioni pericolose, amministrazioni opache. E senza avere strumenti per reagire e nemmeno l’onestà intellettuale di riconoscere il problema. Perché occorrerebbe ragionare, e invece si sa solo strillare”.

Conclude Orfini: “Cari grillini, la realtà è più complicata dei vostri slogan: la battaglia per la legalità, che noi combattiamo ogni giorno, si fa anche con la buona amministrazione e con la buona politica. Si fa ricostruendo partiti veri e non sette di proprietà di un guru, riformando la pubblica amministrazione, correggendo le regole degli appalti; si fa con le leggi contro la corruzione e con una giustizia più efficiente. Si fa rigenerando questo paese. Noi lo stiamo facendo, mentre voi continuate a sperare che vinca la rabbia e la disillusione. Proprio quella rabbia e disillusione che ora vi si rivolta contro”.

17 gennaio 2016

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