Il 32% degli italiani è sedentario, arriva la campagna sport e movimento/Video

ROMA – “Che aspetti? Muoviti!”. E’ questo il consiglio, anzi quasi l’imperativo, promosso dalla nuova campagna di comunicazione che il ministero della Salute ha realizzato in collaborazione con il Coni e l’Istituto Superiore di Sanità per diffondere il più possibile la cultura di un regolare svolgimento dell’attività sportiva e fisica in generale, in tutte le fasce d’età. Un fronte unito per combattere la sedentarietà, ovvero il nemico numero uno per la nostra salute che, secondo i dati ‘Passi’ del 2017, appartiene a più del 32% degli italiani.

“Abbiamo messo insieme i nostri mondi facendo parlare i dati scientifici che ci dimostrano quello che gia’ sapevamo”, ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella conferenza stampa di presentazione della campagna ‘Salute, sport e movimento fisico’. Affiancata dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, e dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, il ministro ha ricordato che “l’attivita’ fisica e’ uno dei tasselli principali, insieme a una corretta nutrizione e ai corretti stili di vita, che ci permette di avere un’esistenza sana. Parliamo di comportamenti che ci consentiranno di avere una terza eta’ in salute, vivendo bene e in modo attivo, ma allo stesso tempo ‘aiuteranno’ anche il Sistema Sanitario nazionale prevenendo moltissime malattie.

Mancata attività fisica costa 2,3 miliardi di euro al Sistema Sanitario Nazionale

I dati parlano chiaro. Le stime basate sulle persone affette da patologie cardiovascolari, da diabete e tumori, infatti, consentono di affermare che un aumento dell’attività fisica determinerebbe un minor costo per il Ssn pari a circa 2 miliardi e 331 milioni di euro in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali, trattamenti ospedalieri e terapie farmacologiche.

Lorenzin: “Lo sport è un’arma contro la depressione”

Non solo. “Lo sport ci aiuta anche ad avere una buona salute psichica, perche’ e’ un’arma contro la depressione o alcune dipendenze”, ha sottolineato Lorenzin. Spazio dunque alle passeggiate, al ballo, a un giro in bicicletta e, per i bambini, al gioco all’aria aperta. Comportamenti, o abitudini se vogliamo, sempre più dimenticate e che invece sono alla portata di tutti.


Se parliamo di sedentarietà, sotto accusa finisce proprio la tv con il suo potere esercitato su bimbi e anziani. Proprio la televisione, quindi, sarà lo strumento principale della campagna grazie alla diffusione di spot realizzati utilizzando l’immagine di testimonial speciali, a partire da Elisa Di Francisca e Juri Chechi, campioni olimpici nella scherma e nella ginnastica. A loro, così come ai colleghi Fabio Basile, Margherita Granbassi e Massimiliano Rosolino, il ministro della Salute ha chiesto aiuto anche per “portare nelle scuole la testimonianza di stili di vita sani e corretti”.

Ricciardi: “Ai giovani raccomandiamo un’ora di esercizio fisico moderato al giorno”

In fondo, come ha evidenziato Ricciardi, basterebbe poco per avere grandi risultati. “Ai bambini e agli adolescenti raccomandiamo di praticare non meno di un’ora di esercizio fisico moderato al giorno con tre sedute per stimolare l’apparato muscolo-scheletrico, agli adulti il suggerimento è di svolgere 150 minuti complessivi a settimana di attività aerobica, mentre agli ultra 65enni si aggiunge l’indicazione della pratica di esercizio per l’equilibrio almeno 3 volte la settimana”.


Malagò: “Grazie ad associazionismo sportivo e welfare siamo al quinto posto nello sport su 206 Nazioni”

Complimenti per l’idea sono arrivati a Lorenzin da parte del numero uno dello sport italiano, Malagò, che ha ricordato: “Noi non abbiamo nel nostro statuto la promozione dello sport a scuola, ma ci togliamo il pane di bocca per finanziarlo anche se non e’ nelle nostre competenze, invece di dare risorse aggiuntive alle nostre federazioni”. Definisce “un disastro” la presenza delle ore di sport a scuola, specialmente in quella primaria, eppure “malgrado questo siamo tra il quinto e il sesto posto su 206 Nazioni nel mondo per eccellenza nello sport. Come facciamo? Compensiamo grazie al nostro associazionismo sportivo e al nostro welfare, quindi pensate cosa potremmo fare a cominciare da questa campagna che invita al movimento”.

Quindi “diffondiamo questo messaggio, andiamo a vincere anche questa medaglia e togliamoci delle soddisfazioni”. E per chiudere il presidente del Coni lancia un avvertimento per il futuro: “Se si risparmierà nel Sistema sanitario nazionale grazie al nostro impegno nel far aumentare la percentuale di pratica sportiva in Italia, chiederò qualcosa indietro, perche’ ho bisogno di finanziamenti per far andare i nostri atleti ai Mondiali o alle Olimpiadi, ma anche per far fare sport in piazza a tutti gli italiani”.

16 Novembre 2017
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