Musei Vaticani, 7 modelli del Bernini in mostra /VIDEO E FOTO - DIRE.it

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Musei Vaticani, 7 modelli del Bernini in mostra /VIDEO E FOTO

ROMA – Quattro angeli con le ali spiegate e un quinto inginocchiato. E le due teste dei dottori della Chiesa, Giovanni Crisostomo e Attanasio. Saranno in mostra ai Musei Vaticani, da domani al 26 febbraio, i sette spettacolari modelli realizzati da Giovan Lorenzo Bernini per gli altari della Cattedra e del SS. Sacramento della Basilica di S. Pietro in Vaticano. Si tratta di sculture, anche in grandezza naturale, in terra cruda e paglia, selezionate dal deposito dei Musei Vaticani e propriamente restaurate. Sono le forme realizzate a mano dall’artista e i suoi collaboratori, che servirono alla fusione delle opere originali in bronzo, e sono ora esposte nella Sala XII della Pinacoteca Vaticana.

Dopo 5 anni di restauri, finalmente possono essere esposti e goduti dal grande pubblico– ha detto durante l’inaugurazione della mostra il vicedirettore dei Musei Vaticani, Barbara Jatta– Sono dei capolavori inestimabili, dove si può cogliere l’estro creativo del Bernini. Ci sono ancora le impronte delle dita dell’artista sulla terra cruda, sull’argilla che lui stesso ha plasmato”. “Sono opere che raccontano moltissimo del Bernini– ha spiegato la responsabile dei lavori di restauro, Flavia Callori di Vignale- perché in questi modelli creati per la fusione lui mette l’immediatezza di uno schizzo di un bozzetto. Ci mette l’idea originale. Quindi ci parlano del Bernini che lavora di getto, con le sue mani, lasciando impronte sull’argilla. Ci raccontano come costruisce i suoi personaggi, le espressioni dei volti, i panneggi così aggraziati. Ci parla di un artista che ha una gentilezza che richiama proprio a quella degli angeli”.

L’intimità artistica espressa in queste opere è tanto eccezionale quanto la conservazione delle opere stesse. Generalmente, infatti, questi modelli venivano distrutti e i materiali riutilizzati. “E’ una mostra fatta in casa, con opere che stavano qui ai Musei Vaticani- ha commentato il vicedirettore Jatta- e sono la testimonianza della grande attività di conservazione e restauro che si svolge all’interno di questa istituzione”.

di Flavio Sanvoisin, giornalista

16 novembre 2016
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