Welfare

Troppo rumore in classe peggiora la pagella

scuola_maturità_Giovani 7ROMA  – Studenti smemorati, con scarse abilità di linguaggio e di comprensione. La colpa potrebbe non essere solo dei ragazzi, ma del rumore scolastico.

Il continuo brusio, lo stridere del gesso sulla lavagna, le sedie e i banchi che strisciano sul pavimento: nelle classi italiane si superano spesso i 70 decibel e studi recenti dimostrano come un eccesso di rumore possa impattare negativamente sul rendimento degli allievi, facendo diminuire le capacità mnemoniche, di comprensione dei testi e delle lezioni.

Inoltre al rumore interno – prodotto dagli studenti e amplificato da edifici con una scarsa qualità acustica – si aggiunge spesso il rumore esterno: circa il 12% delle scuole italiane, infatti, è vicino a un aeroporto, il 9% è nei pressi dell’autostrada e l’8% si trova a un chilometro da una zona ad alto inquinamento acustico.

In occasione della Giornata internazionale degli studenti (17 novembre) gli esperti lanciano l’allarme sul legame tra l’eccesso di decibel e la riduzione delle capacità di apprendimento, rivelando inoltre come dietro l’etichetta di “alunno disattento e poco diligente” possa a volte nascondersi una ridotta sensibilità uditiva non individuata.

Oggi si calcola, infatti, che quasi 1 adolescente su 5 (il 17% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni) conviva con un disturbo uditivo da rumore che, se non identificato e trattato, si associa spesso a scarsi risultati scolastici, può poi tradursi in basse performance lavorative e in minori opportunità professionali.

“I disturbi dell’udito che si presentano durante l’infanzia e l’adolescenza- commenta la professoressa Claudia Aimoni, Dipartimento di Scienze biomediche e chirurgico specialistiche dell’Università di Ferrara- possono causare riduzioni nella capacità di attenzione e di concentrazione, difficoltà di lettura e di comprensione, con conseguenze negative sul rendimento scolastico. Tanto che spesso, dietro un bambino considerato problematico, possono celarsi disturbi uditivi non riconosciuti e, dunque, non trattati. Oggi l’udito dei più giovani è messo a dura prova da fattori ambientali, come città o edifici scolastici particolarmente rumorosi, ma anche da stili di vita e abitudini rischiosi: mi riferisco, ad esempio, all’ascolto della musica direttamente dalle cuffie o dagli auricolari e la diffusione dei giochi elettronici immersivi, con il volume che può raggiungere o superare gli 85-90 decibel. Le conseguenze sono preoccupanti: oggi le stime indicano che il 12% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni e il 17% tra i 12 e i 19 anni presenti un danno uditivo da rumore. Per questo motivo nelle scuole italiane – conclude la professoressa Aimoni – è importante abbassare i decibel: infatti, il rendimento e il rumore sono da sempre acerrimi nemici”.

Il legame tra rumore e rendimento

La continua esposizione ai rumori può indurre il rilascio di cortisolo: un eccesso di questo ormone compromette la funzione nella corteccia prefrontale, impattando negativamente sul ragionamento, sul controllo degli impulsi e sulla capacità di pianificazione. La corteccia prefrontale ha anche un ruolo nelle capacità mnemoniche a breve termine. Inoltre, lo stress derivante da un continuo rumore di sottofondo può far diminuire i livelli di dopamina, impattando così in maniera negativa sull’apprendimento e sulla memoria.

Gli accorgimenti. Per ridurre il rumore scolastico possono essere sufficienti alcuni semplici accorgimenti, tra cui incentivare l’uso delle lavagne elettroniche e posizionare feltrini sotto le sedie e i banchi. La strategia più efficace per proteggere l’udito degli studenti e per metterli nelle migliori condizioni di imparare è però, senza dubbio, l’insonorizzazione delle aule scolastiche. In Italia, negli ultimi anni, sono stati fatti alcuni esperimenti. Ad esempio presso l’Istituto Cavalieri di Milano è stata realizzata, grazie al supporto di Amplifon e di Ecophon Saint-Gobain, un’innovativa aula senza rumore: infatti, l’applicazione di speciali pannelli fonoassorbenti e di una speciale parete “mangia-decibel” ha permesso di dimezzare il cosiddetto “tempo di riverberazione”, la variabile di riferimento per la valutazione del profilo acustico di un ambiente. Questi i consigli per ridurre il rumore scolastico, realizzati per Amplifon con la consulenza della professoressa Claudia Aimoni: – evitare la costruzione di scuole in zone ad alto inquinamento acustico, vicino ad aeroporti o autostrade – incentivare l’uso delle lavagne elettroniche – posizionare i feltrini sotto le sedie e i banchi – ricorrere a impianti di amplificazione o applicare pannelli fonoassorbenti – impedire l’uso di cuffie e di auricolari in aula – educare gli studenti a una corretta ecologia sonora – mantenere un volume di voce moderato, senza alzarlo per sovrastare il brusio.

16 novembre 2016
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