Prefetto Firenze chiede l'esercito per vertice Nato del 25 e 26 novembre - DIRE.it

Toscana

Prefetto Firenze chiede l’esercito per vertice Nato del 25 e 26 novembre

Nardella

Fin dalla prossima settimana sarà data la massima attenzione” al dispositivo di sicurezza messo in campo in vista del vertice Nato di Firenze, in programma il 25 e 26 novembre, il cui cuore sarà Palazzo Vecchio. Lo conferma il prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Richiederemo rinforzi- sottolinea- visto il clima in cui si inserisce un appuntamento che conta delegazioni di circa 60 Stati”. Un potenziamento il cui numero è ancora “da individuare e da determinare. Certamente- aggiunge il prefetto- cercheremo di ottenere un ‘raffermamento’ anche dei militari dell’Esercito“. Un incremento di forze sul campo che tuttavia non dovrebbe interessare solo i lavori del vertice fiorentino: “Faremo il possibile- dice Giuffrida- per mantenere il maggior numero di rinforzi per più tempo possibile, non saltando in vista del vertice”.

Intanto, torna l’ipotesi dei metal detector a Palazzo Vecchio. Tolti dall’allora sindaco Matteo Renzi, nel giugno del 2010, l’idea sta riprendendo corpo soprattutto in vista del vertice Nato. “Su questo vediamo, c’è un evento molto importante. E’ possibile, ma è tutto da discutere”, aggiunge il prefetto. “Gli eventi di Parigi stanno rivisitando tutta l’organizzazione dell’incontro. Si sta cercando di capire se ampliare le possibilità di intervento”. Il rebus comunque sarà sciolto “entro qualche giorno: dobbiamo verificarlo nel particolare”. La misura, tuttavia, potrebbe essere estesa anche dopo l’appuntamento internazionale. “Sui tempi- sottolinea Giuffrida- non me la sento di parlare. Dobbiamo ancora confrontarci con i tecnici di carabinieri e polizia. Tutte le decisioni anche sul tema-spiega- saranno prese nel tavolo convocato in questura”.

A proposito di questo, il sindaco della città del Giglio, Dario Nardella, chiarisce che “se ci sono prescrizioni che riguardano la sicurezza dei miei cittadini, che mi vengono indicate dal prefetto e dalle forze dell’ordine, io non mi metto di certo di traverso: penso che i cittadini siano ben consapevoli del fatto che si possa sacrificare anche un po’ di privacy in cambio di una sicurezza del territorio e delle nostre città”.

di Diego Giorgi – Giornalista

16 novembre 2015
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