Risparmio energetico e vita di comunità: il co-housing piace alle famiglie di Ferrara

cohousingFERRARA – “Tramite il nostro progetto di cohousing puntiamo al risparmio delle famiglie, alla tutela dell’ambiente, alla solidarieta’ tra generazioni, a invertire un modello di vita in cui la solitudine e l’emarginazione sociale avanzano. Vogliamo promuovere nuove forme di quell’antico vicinato solidale che esisteva 50 anni fa, distaccandoci dalla direzione della societa’ attuale” afferma Alida Nepa di Solidaria di Ferrara. E’ questo l’obiettivo dell’associazione estense impegnata a promuovere progetti di cohousing nel territorio e che oggi ha consegnato le chiavi di casa alle 7 famiglie che hanno aderito al progetto Cohousing San Giorgio.

Negli ultimi anni si sta diffondendo la necessita’ di uno stile di vita piu’ ecologico e meno consumistico: il cohousing risponde a questa esigenza proponendo un modo di abitare condiviso, fatto di alloggi privati – in cui ognuno puo’ mantenere la propria privacy – e di spazi comuni, come la lavanderia, la stireria, la ludoteca, il giardino, l’orto, dove e’ possibile svolgere insieme le attivita’. Si tratta quindi di una coabitazione intenzionale mirata a forme solidaristiche, di risparmio e di minor impatto sull’ambiente circostante. Questa tipologia di abitazione favorisce quindi l’inserimento di categorie svantaggiate o bisognose di cure particolari, le quali possono trovare in questi progetti un ambiente che risponde alle loro necessita’. Per questo, dal 2013 l’associazione Solidaria ha radunato circa 60 famiglie interessate ai temi dell’abitare condiviso. Fra queste sono 7 quelle che stanno effettivamente traslocando nel condominio in questi giorni.

L’idea e’ nata dal basso, dalle persone stesse, che hanno gestito in autonomia la scelta dell’area in cui e’ sorto lo stabile: un lotto di circa 3500 mq a pochi passi dalla rinascimentale chiesa di S.Giorgio, a un paio di chilometri dal centro storico di Ferrara. “Le famiglie non si conoscevamo prima e la sfida e’ stata proprio questa: non conoscersi ma voler condividere il nostro quotidiano con altre persone, per migliorare la qualita’ di vita di tutti. Dal 2013 a oggi abbiamo imparato a conoscerci, aiutati durante il percorso da una ‘facilitatrice’ che ha potenziato la consapevolezza del potere del gruppo, portando alla luce gli eventuali conflitti e preoccupazioni e facendo si’ che li risolvessimo collettivamente – spiega Alida Nepa, una degli inquilini -. La fase di progettazione partecipata e’ durata circa tre mesi, durante i quali abbiamo definito un progetto tagliato su misura in base delle esigenze specifiche di ogni abitante, dagli anziani soli, alle famiglie con bambini. In uno spazio di 70 mq abbiamo scelto di mettere a disposizione di tutti la sala in cui possono giocare i piu’ piccoli – ma dove e’ possibile organizzare eventi e condividere hobby – la libreria, il camino, il bagno, la lavanderia, il giardino e l’orto”.

La parte architettonica e’ stata affidata allo studio bolognese Rizoma architetture: “Il fattore principale che contraddistingue la scelta di abitare in modo condiviso con gli altri e’ quello del tempo, cioe’ metterlo anche a disposizione degli altri, aiutarsi a vicenda nelle faccende quotidiane, farsi compagnia e far parte di una comunita’ – spiega Giovanni Franceschelli, architetto dello studio -. Inoltre questo tipo di scelta porta a un risparmio economico e ambientale da non sottovalutare”.

L’edificio realizzato e’ infatti off-grid, cioe’ autosufficiente, non ha la connessione alla rete del gas, il sistema di smaltimento delle acque reflue viene effettuato in sito senza collegamento alla rete fognaria pubblica ed e’ stata installata una vasca di raccolta dell’acqua piovana di 12.700 litri, che consente l’irrigazione del giardino e dell’orto condiviso. La spesa iniziale di acquisto della casa viene ammortizzata, secondo i calcoli dei tecnici, nel giro di 5 anni: i pannelli fotovoltaici e la pompa di calore consentiranno infatti spese irrisorie per il riscaldamento e raffreddamento individuale, per l’uso delle lavatrici condominiali e l’utilizzo dei vasti spazi comuni. Nel bilancio dei consumi e dell’energia prodotta, a ciclo completo questi aspetti si tradurranno in una spesa per ogni famiglia prossima allo zero.

La struttura del condominio e’ in legno e comprende 3 piani. In programma la realizzazione futura di un secondo edificio dove si svolgeranno le attivita’ pubbliche di quartiere.

di Cristina Mazzi per Redattore sociale

16 Novembre 2015
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