Sardegna

Ganau incontra dipendenti del Cedi in presidio

“Sono qui per portare la solidarietà scontata del Parlamento sardo, ma soprattutto per capire nel dettaglio i passaggi di una vertenza molto complicata, tutta privata, le cui soluzioni sembrano essere difficili da trovare”. Così il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, che questa mattina ha incontrato una rappresentanza dei lavoratori del Cedi Sardegna, in presidio permanente presso il centro per la distribuzione di generi alimentari di Codrongianos (Sassari). Come concordato con gli stessi lavoratori lo scorso venerdì, in occasione delle celebrazioni per i novant’anni dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna durante il sit in di protesta organizzato in piazza Università, il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda questa mattina ha raggiunto i dipendenti della piattaforma di distribuzione.
A Ganau i lavoratori hanno illustrato i difficili passaggi legati allo loro vertenza, in seguito alla rottura delle trattative con le organizzazioni sindacali per la mancata applicazione dell’articolo 18. A settembre sembrava si fosse raggiunto un equilibrio fra le richieste dei lavoratori e le esigenze della nuova società, il Consorzio Europa Sigma Italia, intenzionata a rilevare l’azienda. Gli oltre 190 dipendenti del centro di distribuzione non ricevono gli stipendi da cinque mesi e pur di far ripartire l’azienda hanno accettato una riduzione degli stipendi tra il 25 e il 40%.

“La vostra è una realtà importante per tutto il territorio del nord Sardegna- ha aggiunto Ganau- uno dei più grandi centri logistici per la grande distribuzione per il quale l’Assemblea sarda è pronta a fare la sua parte, soprattutto per ciò che riguarda la tutela dei lavoratori”.
A breve, così come preannunciato dal presidente della giunta Francesco Pigliaru, verrà convocato un tavolo congiunto degli assessorati regionali all’Industria e al Lavoro per trovare soluzioni utili alla difficile vertenza. All’incontro di stamane era presente anche il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu.

16 novembre 2015
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