Ipcc: “Su clima subito cambiamento”; Anbi: “Bolletta bonifiche troppo salata”; Cib: “Gas rinnovabile per salvare clima”

CLIMA, IPCC: SUBITO CAMBIAMENTO SENZA PRECEDENTI

Se gli Stati non prenderanno provvedimenti per limitare l’emissione di gas serra, fra appena 12 anni il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di +1,5 gradi, quello che era l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi. Così l’ultimo Rapporto Speciale dell’IPCC, l’agenzia Onu che studia i mutamenti climatici in corso. Servono cambiamenti rapidi, lungimiranti e senza precedenti in tutti gli aspetti della società per riuscire a mantenere l’aumento della temperatura entro +1,5 gradi, avverte l’IPCC. Le emissioni di CO2 nette globali prodotte dall’attività umana dovrebbero diminuire del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030, raggiungendo lo zero intorno al 2050. Questo vuol dire che ogni emissione rimanente dovrebbe essere bilanciata dalla rimozione di CO2 dall’atmosfera. Intanto stiamo già subendo alcune delle conseguenze dei mutamenti, che sarebbero comunque pesanti e disastrose con +1,5 gradi diventando catastrofiche e irreversibili a +2 gradi o oltre.

ABUSIVISMO, COSTA: PRESTO COMMISSIONE ABBATTIMENTI

“Stiamo costituendo una Commissione Abbattimenti che ci consentirà di depositare, insieme agli altri ministeri competenti, una norma nazionale che possa dire quali sono le misure di prevenzione per le costruzioni e specificare le norme degli abbattimenti. Penso a un modello unico, veloce, garantito, trasparente ed efficace”. Lo annuncia il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. La commissione sarà costituita da “procuratori della Repubblica, prefetti, avvocati e forze dell’ordine che in tre mesi dovranno formulare una proposta di legge da condividere con gli altri ministeri e poi portare in Parlamento”. Per il titolare dell’Ambiente l’attuale legislazione è “molto lenta e farraginosa, con interventi che spesso vengono fatti a macchia di leopardo. C’è bisogno assolutamente di omogeneità”.

ANBI: BOLLETTA ENERGETICA BONIFICHE TROPPO SALATA

“I Consorzi di bonifica svolgono un’attività energivora a servizio del territorio e delle comunità che lo abitano, ma non beneficiano di agevolazioni fiscali, nonostante la fondamentale funzione sociale del loro lavoro”. Lo dice Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi). In un anno i Consorzi di bonifica spendono in bollette oltre 250 milioni per circa 500 milioni di kiloWattora, ma maggiori consumi si registrano sia nei periodi di forti piogge per allontanare l’acqua dai territori quanto nei periodi di siccità per attingerla e distribuirla. Un’attività che mette in sicurezza il territorio, la produzione agricola e le vite umane, ricorda Anbi, e che sarà sempre più importante man mano che i cambiamenti climatici colpiranno un’Italia sempre più fragile.

CIB: GAS RINNOVABILE CHIAVE PER SALVARE IL CLIMA

“Raggiungere il traguardo di un’economia a emissioni nette zero entro il 2050 è possibile sfruttando la grandissima risorsa del gas rinnovabile”, quello prodotto usando scarti organici e che depurato diventa biometano. Lo ricorda Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas. “Si può arrivare a produrre oltre 120 miliardi di metri cubi l’anno di gas rinnovabili nell’Ue entro il 2050, il 25% dell’attuale domanda europea di gas naturale, con un risparmio di 138 miliardi di euro all’anno rispetto a uno scenario energetico senza il gas rinnovabile”, dice Gattoni. Però, aggiunge, “è urgente eliminare gli ostacoli normativi allo sviluppo delle riconversioni degli impianti in produzione, che porterebbe anche un risparmio sui costi della bolletta elettrica”.

PER UCCELLI MARINI NAVIGARE È QUESTIONE DI ‘NASO’

Alcune specie di uccelli marini come la berta maggiore riescono a compiere viaggi di migliaia di chilometri in mezzo al mare per trovare il cibo e poi ritornare al nido: uno studio internazionale coordinato dall’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze ha chiarito, con l’ausilio di modelli matematici, che il meccanismo alla base delle lunghe navigazioni è olfattivo, cioè guidato dagli odori trasportati dalla turbolenza atmosferica, indispensabile in alto mare, in assenza di qualunque riferimento topografico. “La nostra analisi ha collegato le traiettorie degli uccelli alla struttura della diffusione degli odori sul mare, che risultano dispersi e frammentati- spiega il ricercatore Cnr Milo Abolaffio- se da un lato ‘guidano’ gli uccelli dall’altro rendono la navigazione particolarmente complessa”.

16 ottobre 2018
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