Emiliano: “Tap solo una balla elettorale, Di Battista e Lezzi sapevano”

ROMA – “Questa povera gente pugliese che è stata presa in giro dal Movimento 5 Stelle a che santo si deve votare, da chi deve andare a rivolgere una supplica perché siano rispettati almeno gli impegni della campagna elettorale?”. È la domanda che si pone il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in merito a due questioni, Tap e Ilva, di primaria importanza per la regione Puglia ma che hanno riflessioni e ripercussioni sull’intero Paese. In una lunga nota, Emiliano spiega di attendere ancora “l’ultima parola” su entrambe le vertenze dopo aver “guardato con grande attenzione a questo nuovo Governo che aveva posizioni diverse dal Governo precedente di centrosinistra col quale ero entrato in scontro frontale”.

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“E poi accusavano me di voler mediare”

Il presidente della Puglia ricorda che, nel corso della precedente legislatura, furono proprio i pentastellati ad accusarlo “di proporre delle soluzioni mediane sulla decarbonizzazione dell’Ilva e sullo spostamento 30 chilometri più a Nord dell’approdo del gasdotto (in una zona già infrastrutturata, tutelando la spiaggia di San Foca, con un risparmio di soldi per gli italiani evitando la realizzazione del collegamento via terra da San Foca a Mesagne, ndr). Mi dicevano “tu fingi di essere il poliziotto buono“, insomma mi accusavano di cercare una mediazione solo per attutire la posizione insostenibile del Governo del centrosinistra precedente”.

La delusione di Emiliano è forte tanto da affermare che “il Movimento 5 Stelle è al Governo e su Ilva la loro ritirata è stata assolutamente indegna nei confronti del loro elettorato, che spero rifletta”. Su Ilva il governatore non perde però la fiducia tanto da augurarsi “che la vergogna di questa ritirata consenta al governo almeno di aprire il tavolo della decarbonizzazione dell’Ilva, che era la mia posizione cosiddetta ‘da poliziotto buono’. Adesso attendo di conoscere da questo Esecutivo se vogliono cominciare, visto che hanno deciso di tenere aperta l’Ilva, almeno a ragionare sulla decarbonizzazione”.

“Sulla Tap solo balla elettorale”

Più precise le accuse che l’ex magistrato muove al Movimento sulla questione Tap. “Nonostante i comizi di Di Battista e della Lezzi – sottolinea Emiliano – nei quali dicevano che se avessero vinto le elezioni in 15 giorni avrebbero cancellato l’opera, mentre sapevano già da allora – perché le carte erano uguali allora come oggi – che questa era una balla da campagna elettorale, quella balla l’hanno detta”. Anche qui la speranza del presidente pugliese è “che almeno si impegnino con la Regione Puglia a spostare il gasdotto di 30 chilometri più a nord, perché se poi anche sul Tap si fa come sull’Ilva, cioè si fa finta di niente, allora questa povera gente pugliese che è stata presa in giro dal Movimento 5 Stelle a che santo si deve votare, da chi deve andare a rivolgere una supplica perché siano rispettati almeno gli impegni della campagna elettorale?”.

“E intanto il M5s in Puglia è arrivato al 50%”

Promesse, ricorda, che hanno visto “il Movimento arrivare quasi al 50 per cento dei voti in Puglia“. Promesse elettorali disattese, conclude Emiliano, che oggi rappresentano una “cosa drammatica” e non solo dal punto di vista elettorale. In gioco c’è il rapporto di fiducia tra elettori e istituzioni. “È devastante quello che hanno fatto e mi auguro che pongano rimedio”, conclude Emiliano.

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16 ottobre 2018
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