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DIRE Emilia-Romagna

Vaccini? No grazie. A Bologna ora i No vax s’inventano anche uno spettacolo teatrale anti-obbligo

ROMA – Un monologo teatrale contro il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e l’obbligo vaccinale a scuola. Ma anche per raccogliere fondi in favore della ricerca di Antonietta Gatti e Stefano Montanari, balzati agli onori della cronaca per il loro studio sulle presunte sostanze inquinanti contenute nei vaccini.

LA PRIMA NAZIONALE DOMENICA 22 OTTOBRE

E’ la nuova iniziativa dei no vax a Bologna, che hanno sostenuto il progetto del poeta e regista Giuliano Bugani. “I corpi del Ministro“, questo il titolo dello spettacolo, sarà presentato in anteprima nazionale domenica prossima, 22 ottobre, alle 21 al circolo Mazzini di via Emilia Levante. Lo stesso circolo che da anni ormai ospita le assemblee e gli incontri dell’M5s a Bologna.

IN SCENA ANCHE ALCUNI “CASI DI DANNI DA VACCINO”

Il testo di Bugani, che vuole essere “teatro d’inchiesta“, si propone di ricostruire il percorso politico che ha portato il Governo ad approvare la legge sull’obbligo vaccinale a scuola. Ma non solo. Nel monologo saranno proposti anche alcuni “casi di danni da vaccino“, si spiega in un comunicato stampa, saranno riportate “testimonianze e sentenze“, saranno evidenziati “i componenti chimici dei vaccini e le loro conseguenze sul corpo dei bambini vaccinati, vittime nel settore militare”. Ma si parlerà anche di “scandali politici legati ai farmaci, nomi, cifre, dati e soprattutto le responsabilità di chi si nasconde dietro un’autorità ministeriale anticostituzionale”.

IL RICAVATO ANCHE A SOSTEGNO DELLA RICERCA CONTRO I VACCINI

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione delle associazioni Genitori del No Emilia-Romagna, Vaccinformato e Ader-salute e libertà, con l’obiettivo anche di dare “sostegno economico” allo studio di Gatti e Montanari sui vaccini (nel comunicato viene riportato anche l’iban del conto corrente a cui poter fare la donazione).

NEL VOLANTINO LE PAROLE “ARSENICO”, “STATO CANNIBALE” E “BARE”

Una fiala. Di stricnina. Una fiala. Di arsenico. Per una generazione. Per un affare. Di Stato“, si legge nel foglio di sala che sarà distribuito la sera della prima. E ancora: “Perdonate. Perché non sanno quello che fanno. Nei secoli dei secoli. I corpi dello Stato. In pasto al Ministro. Lo Stato Cannibale. Forse è finito. Forse è vinto. Ma sul sagrato. Restano. Mute. Le bare”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

16 ottobre 2017

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