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Unicusano parte per Erasmus, infoday con gli studenti

ROMA – Da Roma verso il mondo. Pochi mesi o un anno all’estero per studiare e crescere, non solo sui libri di testo ma anche nella vita. L’universita’ Niccolo’ Cusano celebra il proprio debutto nel programma Erasmus Plus: è stato già pubblicato il bando per gli studenti mentre sono diversi gli accordi siglati con gli atenei di vari Paesi europei. E la rete di relazioni continuerà a ingrandirsi spingendosi dagli Stati Uniti fino all’Australia. Per fornire informazioni ai ragazzi, l’università ha riunito docenti ed esperti del settore per fare il punto sulle nuove opportunità offerte dal programma, soprattutto per quel che riguarda gli aspetti logistici.

“Abbiamo ottenuto la carta Erasmus e abbiamo espletato tutte le attività- spiega il rettore dell’Unicusano, Fabio Fortuna– Si tratta di un riconoscimento importante perché la carta viene rilasciata a chi ha determinate caratteristiche. E’ un’opportunità di fondamentale importanza per i ragazzi, perché oggi l’internazionalizzazione è imprescindibile”. Il programma Erasmus ha stentato a decollare in Italia ma adesso invece si sta sviluppando con successo- continua il rettore- ed è un bene per il Paese che i ragazzi inizino a capire l’importanza delle nuove esperienze”. E la grande partecipazione all’infoday sull’Erasmus Plus dimostra quanto “sentono la necessità di aprirsi all’integrazione europea e alla globalizzazione”, perché “sanno che la disoccupazione giovanile è alta e si rendono conto che devono darsi da fare”.

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Ospite d’onore della giornata la professoressa Sofia Corradi, mille specializzazioni e mille titoli tra esperienze alla Columbia University, all’Accademia di Diritto Internazionale dell’Aja, all’Unesco e alla London School of Economics. Ma un soprannome, più di tutti, fa capire la sua storia: conosciuta come ‘mamma Erasmus’, Corradi è colei che ha dato vita al programma capace di far viaggiare per studio oltre 2 milioni di ragazzi da un capo all’altro del mondo. “Io me lo sognavo questo successo, e il mio sogno di studentessa è diventato realtà. Oggi sono in pensione e partecipo a conferenze in tutto il mondo: quando mi chiedono come sono riuscita a dare vita all’Erasmus spiego che le buone idee vengono da giovani”. E questa “è una lezione importante che devono assimiliare i 20enni di oggi: i sogni possono diventare realtà, certo poi bisogna lavorarci sopra e io per il mio ho insistito quasi 20 anni mentre intorno mi insultavano e me ne dicevano di tutti i colori”. L’idea infatti le è venuta nel 1969, mentre il primo ‘vagito’ dell’Erasmus è datato 1987. “Da allora la realtà dimostra che chi ha avuto esperienze di studio all’estero ha una marcia in più. E spesso le aziende selezionano curricula solo se all’interno sono presenti esperienze di questo tipo”. E se vogliamo essere precisi, “l’Erasmus non è uno strumento per trovare un posto di lavoro, ma è un sogno. Quelli che ci sono stati ne parlano come dell’esperienza dell’innamoramento: chi non l’ha provata non sa cos’è, ma chi l’ha provata sa che è davvero una bella cosa“. Parola di ‘mamma’.

16 ottobre 2015
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