Caccia, falco pescatore colpito da una fucilata in Sicilia: “Emergenza bracconaggio”

ROMA – A pochissimi giorni dall’uccisione di un raro Capovaccaio e dall’abbattimento di una Sterna maggiore nel siracusano, dalla Sicilia arriva “un’altra terribile notizia. Un giovane Falco pescatore alla sua prima migrazione è stato colpito, in Località Torrenova in provincia di Messina, da una fucilata e versa in gravi condizioni a causa di una bruttissima ferita”.

Ora, segnala il Wwf, il rapace è in cura presso il centro di recupero del Dipartimento Sviluppo Rurale di Messina gestito dall’associazione MAN dove tutti lavorano senza sosta per salvarlo

“In Sicilia siamo di fronte ad un’emergenza bracconaggio”: per questa ragione il Wwf chiede che, vista il ripetersi di episodi gravissimi di bracconaggio, venga sospesa l’attività venatoria. Chiede, inoltre, che sia immediatamente costituita una task force contro i bracconieri per individuare e punire i responsabili di questi crimini odiosi contro la natura”.

Il Falco pescatore è una specie in grande difficoltà in tutto il Mediterraneo e che è stata riportata a nidificare in Italia solo nel 2011 grazie al progetto ‘Osprey’. Nello scorso mese di maggio era arrivata dall’oasi WWF di Orbetello la notizia di una nidificazione spontanea da parte di una coppia di falchi pescatori: nidificazioni conclusasi con la nascita di tre piccoli Ozzy, Olly e Olaf. Per quanto riguarda la Sicilia l’ultima nidificazione registrata risale addirittura al 1969. Purtroppo il giovane esemplare colpito in Sicilia ha incontrato lungo il suo viaggio di migrazione, il primo della sua vita, il fucile di un criminale che non ha esitato a sparare contro una specie rarissima. Si tratta di un vero e proprio crimine di natura che si aggiunge all’uccisione di Clara, la femmina di capovaccaio del LIFE Egyptian vulture crudelmente abbattuta la scorsa settimana.

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Dal 16 settembre al via la stagione venatoria

Da oggi, domenica 16 settembre, “comincia la guerra contro la fauna d’Italia: dopo le preaperture a inizio settembre che quest’anno hanno interessato ben 14 regioni, partirà in tutta Italia la stagione venatoria 2018/19”. Lo scrive il Wwf.

L’impatto venatorio “non solo è una causa diretta di mortalità e declino di molte specie, ma, aggiungendosi ad altre come cementificazione, perdita di habitat, cambiamenti climatici, incendi, mette a rischio la salvaguardia di specie minacciate e a rischio estinzione- segnala il wwf- Il controllo e la diminuzione degli impatti negativi dell’attività venatoria sono uno degli strumenti anche per rendere operativa la ‘Strategia nazionale per tutela della biodiversità’, approvata nel 2011 dal governo, ma ancora oggi poco o per nulla applicata”.

“Questo nuovo odioso episodio ripropone l’urgenza di una riforma del sistema sanzionatorio penale in materia di bracconaggio e delle tante forme di caccia illegale, con l’inasprimento delle sanzioni nella forma di delitti per un’efficace tutela penale della fauna selvatica, in particolare di quella protetta”. Per questo il Wwf Italia ribadisce “la richiesta al ministro dell’Ambiente Sergio Costa di promuovere e sostenere una riforma del sistema sanzionatorio penale per l’uccisione, la catture illegale, il commercio illecito, di animali appartenenti a specie protette dalle leggi italiane, europee o internazionali, con l’introduzione del ‘Delitto di uccisione di specie protetta’”.

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16 settembre 2018
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