Festival Filosofia, Flores: “Non solo Shoah, molti negazionismi da smascherare”

CARPI – Se il negazionismo storico riguarda la Shoah, la lista dei negazionismi, molti ancora da smascherare, e’ lunga. E’ lo storico Marcello Flores, gia’ docente di Storia contemporanea all’Universita’ di Siena, nel piazzale Re Astolfo a Carpi, a presentarli e a spiegarli nell’ultimo giorno del Festival della filosofia.

“Il recente uso politico della storia ha contribuito a produrre errori, spesso amplificati dai media, e negli ultimi 25 anni il peso della memoria, e quindi il contributo dei testimoni e dei sopravvissuti, e’ aumentato rispetto al peso della storia, al lavoro dello storico”. Questa la chiave ermeneutica, secondo Flores, per comprendere alcuni tentativi di manipolazione o minimizzazione, che non hanno risparmiato storici o intellettuali nascosti dalla definizione piu’ soft di ‘revisionisti’.

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“I negazionisti- spiega Flores- si dividono tra chi nega i fatti e chi nega che i fatti siano stati genocidio”. Il genocidio armeno, il massacro giapponese di Nanchino, Srebrenica, l’uso del gas in Etiopia da parte degli italiani sono altri casi di negazionismo. E ancora i Khmer rossi, Tiananmen, i Tutsi in Ruanda, la Bosnia.

Negli anni ’80 sono gli storici israeliani ad alzare il velo sull’esodo forzato dei palestinesi’ con la neo costituzione dello Stato d’Israele. “Non e’ solo con le leggi- sottolinea lo storico, peraltro recenti, come quella italiana del 1 marzo 2018- che si puo’ combattere il negazionismo. Sono la scuola e l’informazione dell’opinione pubblica gli unici strumenti validi”. Ricorda Flores: “Se pensiamo che un intellettuale come Noam Chomsky, in nome della categoria anti-imperialista occidentale, e’ riuscito ad essere negazionista, sulla Cambogia e prima ancora scrivendo di liberta’ d’espressione in un libro di Robert Faurisson, negazionista della Shoah. Si scusera’ solo negli anni ’90”.

Il negazionismo puo’ assumere diverse forme. Accademiche o comportamentali. E’ cosi che hanno provato a censurare, solo pochi giorni fa, a Trieste, la locandina di una mostra sulle leggi razziali che riportava il ‘Il Piccolo’ di quegli anni. Il sindaco non ha gradito.

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16 Set 2018
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