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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta – Ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.
Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura!

CHEF EXPRESS FABRO EST (PG). LAVORATORI IN SCIOPERO –  In occasione della protesta dei lavoratori del turismo di Umbria e Lazio organizzata da Filcams Cgil, Uil Tucs e Fisascat Cisl, per il rinnovo del contratto di lavoro, fermo ormai da due anni; i dipendente dello Chef Express di Fabro Est, hanno organizzato un presidio nel loro posto di lavoro. La manifestazione centrale era a Roma, di fronte alla sede di Confindustria, ma i lavoratori di Fabro hanno preferito far sentire la loro voce, sul posto, massicciamente, proprio davanti al punto vendita dove prestano servizio, appunto, lo Chef Express Fabro Est. Sciopero riuscitissimo, con la partecipazione attiva di tutti i lavoratori. Claudio Aureli della Filcams Cgil di Terni, presente al presidio di Fabro, sottolinea l’importanza dello sciopero in loco ed esprime soddisfazione per la riuscita dello stesso: ” Vogliamo un riscontro dallo sciopero di oggi, aspettiamo la risposta di Confindustria e chiediamo un incontro, poi vedremo come muoverci, in seguito”.

PENSIONI: CGIL, NO ALLA PROPAGANDA, PER GLI ESODATI LE RISORSE CI SONO – “Non si confondano le acque con la propaganda: per le questioni esodati e opzione donna le risorse ci sono già, non hanno nulla a che fare con la legge di stabilità, che dovrà affrontare il tema pensioni introducendo la flessibilità”. Così la segretaria confederale della Cgil Vera Lamonica. “La legge di stabilità deve affrontare il tema pensioni – sostiene Lamonica – perché la flessibilità, cioè l’abbassamento dell’età pensionabile, e il riconoscimento dei 41 anni per i lavoratori precoci sono indispensabili, come ormai nell’opinione di tutti, sia per rispondere al tema della gravosità del lavoro che per favorire l’occupazione dei giovani”.  “Il governo stesso- sottolinea la segretaria confederale della Cgil- a più riprese ha riconosciuto questa esigenza, ma ora fa marcia indietro e pone il problema di un intervento a  costo zero, che, naturalmente, non è possibile: significherebbe un taglio insopportabile alla consistenza delle pensioni, nella maggior parte dei casi già basse”. “Non si confondano le acque con la propaganda”, chiede la dirigente sindacale. “Le questioni esodati e opzione donna – spiega – non hanno nulla a che fare con la legge di stabilità, perché le risorse ci sono già e, se non sottratte per altri fini, consentono la chiusura di una vicenda aperta ormai da troppo tempo”. “Per questo insistiamo per avere risposte sul Fondo esodati, che va ripristinato per intero, e – aggiunge – chiediamo che si proceda speditamente alla settima salvaguardia, che deve chiudere la questione  risolvendo anche problemi annosi quali quota 96, macchinisti e molto altro. E per questo – conclude Lamonica – torneremo in piazza”.

NAVICO (FI), INDETTO STATO DI AGITAZIONE CONTRO LICENZIAMENTI – Stato di agitazione alla Navico di Montagnana (Firenze), indetto da Fim Cisl e Fiom Cgil. A motivare la protesta, spiega un comunicato, il licenziamento di due lavoratori in seguito al loro rifiuto al trasferimento presso lo stabilimento di Auckland (Nuova Zelanda). “Abbiamo chiesto all’azienda il ritiro immediato del provvedimento – dichiara Iuri Campofiloni della Fiom Cgil Firenze – e proclamato lo stato di agitazione con un pacchetto di 40 ore di sciopero. Condanniamo fermamente tale azione unilaterale da parte della direzione aziendale che riteniamo ingiustificabile e inaccettabile”.

AMIANTO, PIEMONTE, BATTAGLIA COMUNE PER ANCI E SINDACATI – Per la lotta all’amianto servono più strumenti: dalle bonifiche ai bonus fiscali per i privati, dalla creazione di nuove discariche alla continuità da assicurare alla sorveglianza sanitaria, fino alla garanzia di accesso al Fondo amianto per le vittime civili. È un vasto programma quello messo a punto dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) e da Cgil, Cisl e Uil del Piemonte, in un protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi. In Piemonte la questione dell’amianto è un’emergenza: i siti contenenti la fibra-killer sono 87 mila (e il 70 per cento di questi ne è contaminato), il numero dei decessi è il più alto d’Italia (il 18 per cento del totale nazionale). Al primo punto dell’accordo vi sono le bonifiche. Al governo le parti chiedono l’immediata applicazione del Piano nazionale amianto (che prevede appunto bonifiche e interventi sugli aspetti sanitari e di tutela sociale), mentre sollecitano la Regione a deliberare il Piano regionale amianto 2015-2020 (dando ampio spazio a bonifiche e a misure di prevenzione anche nei luoghi di lavoro). Entrando più in dettaglio, le parti chiedono di rendere disponibili le risorse da destinare alle bonifiche, in primo luogo quelle dei Fondi strutturali 2014-2020 (come già previsto dal decreto 91/2014). Anci e sindacati propongono anche di escludere dal Patto di stabilità le risorse che i Comuni metteranno a disposizione degli interventi. Sempre su questo tema, si chiede di dare priorità a scuole e ospedali, mentre per i privati si suggerisce un provvedimento (con incentivi e facilitazioni) che impegni i proprietari alla rimozione dell’amianto. “Nel 2014 abbiamo realizzato con Cisl e Uil un’assemblea regionale sull’amianto, che ha prodotto una piattaforma unitaria indirizzata alle istituzioni, con la quale ponevamo l’esigenza di affrontare in modo serio e organico la questione” spiega la segretaria della Cgil Piemonte Laura Seidita: “Da lì è partito un confronto con l’Anci nazionale, visto che sono soprattutto i Comuni a farsi carico del problema, che vede ora la realizzazione di questo primo traguardo”. Primo punto dirimente per la Cgil è “l’esecuzione delle bonifiche, da realizzarsi con l’utilizzo dei Fondi strutturali, dando la priorità a scuole e ospedali”. Altro aspetto importante è “il bonus fiscale per i privati che decidono di rimuovere l’amianto: molti di loro, non sapendo come fare e avendo pure alti costi di smaltimento, buttano i residui in discariche abusive, creando così ulteriori danni all’ambiente”. Ultimo punto significativo è “l’istituzione – conclude Seidita – nei Comuni medio-grandi di Sportelli Amianto, con personale qualificato pubblico e col sostegno dei nostri patronati: un modo per dare informazioni alla cittadinanza, ma anche per portare la cultura della prevenzione e della sicurezza anche nelle case private”.

ATM GENOVA. 17/9 CONFERENZA STAMPA SINDACATI – Giovedì 17 settembre alle 11, presso la Segreteria della Camera del Lavoro di Genova in Via San Giovanni d’Acri 6 si terrà la conferenza stampa di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sulla drammatica vicenda dei 143 lavoratori in appalto Amt. Il prossimo 31 ottobre scadrà l’appalto di pulizia e manovra dei mezzi affidato a Ideal Service per conto di Amt: si tratta di un appalto storicamente in capo a Servizi e Sistemi, che dal mese di aprile lo ha affidato ad Ideal Service attraverso affitto di ramo d’azienda. La gara per l’affidamento del servizio non è stata ancora aggiudicata, lasciando i lavoratori nell’incertezza per il futuro. Durante la conferenza stampa saranno resi noti i dettagli della vertenza e le conseguenti iniziative di protesta.

SCUOLA. 22/9 PRESIDIO FLC E CGIL A CAGLIARI – “La notizia del no al ricorso contro la ‘Buona scuola’ di Renzi non fa che motivare ulteriormente la protesta degli insegnanti sardi che martedì presidieranno il Consiglio regionale in concomitanza con la discussione in aula”. Lo affermano in una nota congiunta Flc e Cgil sarda. “Cgil e Flc – si legge – avevano sollecitato il ricorso della Regione, soprattutto in virtù della specificità della Sardegna che, “con le già pesanti criticità legate alla scuola, alla debolezza dei sistemi locali e alle insufficienze infrastrutturali”, è fortemente danneggiata” dall’applicazione di criteri e standard imposti da una legge nazionale che tende a cancellare le diversità calpestando, di fatto, gli spazi di autonomia della Regione. Il ricorso sarebbe uno strumento di pressione importante sul piano politico e istituzionale, insiste il sindacato annunciando il prosieguo della mobilitazione, motivata anche dall’assoluta confusione in cui si è avviato l’anno scolastico. Il sindacato, che reitera la richiesta di incontro all’assessore Firino, un confronto promesso dalla stessa esponente della Giunta per fare il punto della situazione dopo il suo incontro con il ministro Giannini, “auspica che dalla discussione in Consiglio emerga una forte posizione di contrarietà alla riforma e, di conseguenza, l’impegno ad agire con i ricorsi, così come hanno già fatto altre Regioni, ma anche a sollecitare modifiche sostanziali al testo attuale, anche attraverso i decreti attuativi”.

16 settembre 2015

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