San Felice Circeo, niente funerale in chiesa perché buddista: “non coerente”

Lazio

San Felice Circeo, niente funerale in chiesa perché buddista: “non coerente”

ROMA – È diventato un caso, la morte di una donna di 45 anni per cancro. Si era recentemente avvicinata al buddhismo, e tanto è bastato per negarle il funerale in Chiesa, nonostante la volontà dei suoi familiari.

È accaduto a Borgo Montenero, frazione di San Felice Circeo. La defunta è Barbara Budai, venuta a mancare il 5 luglio. Con una lettera pubblicata sui social network i parenti e gli amici più vicini hanno voluto denunciare l’episodio.

“La Chiesa è sempre accoglienza, per molti ma non per tutti – inizia il testo – Sei un mafioso, assassino seriale, spacciatore, mercenario, hai ucciso parenti, moglie, figli, padre e madre? Nessun problema nel momento dell’estrema unzione, la Chiesa ti accoglierà a braccia aperte, ti assolverà da tutti i peccati, ti darà la benedizione con una fantastico rito funebre e ti accompagnerà fino al cimitero nel nome del Signore, rendendoti l’ultimo saluto e Amen. Al contrario, sei una persona solare, buona di cuore, fantastica madre e moglie, altruista, piangi dal dolore se vedi soffrire i tuoi cari e corri sempre in aiuto di tutti… ma in un momento difficile della tua vita non avevi la forza di ‘salvare te stessa’ ma per i tuoi figli e la tua famiglia sentivi il bisogno di trovarla e l’hai trovata in un appoggio morale e umano da persone buone che ti hanno amato, confortato e aiutato, che hanno l’unica colpa di essere Buddisti? Non azzardarti a chiedere alla Chiesa una cerimonia solenne perché ti sarà negata!”.

Nel testo si legge anche che a chiedere la cerimonia funebre in chiesa sarebbero stati il marito, i figli della donna, genitori, fratello, in lacrime. Inoltre la donna aveva comunque ricevuto i sacramenti, era membro dell’A.C.R., aveva persino insegnato la dottrina per anni, insomma aveva all’attivo diverse pratiche dentro la Chiesa Cattolica così come molti suoi familiari vicini.

Tutto questo non sarebbe stato sufficiente, perché, “non coerente con la scelta di vita della persona defunta”. Questo quello che avrebbe detto il parroco della chiesa di Borgo Montenero.

“La volontà di non voler celebrare il rito funebre a Barbara crediamo che sia stata una mancanza di rispetto oltre ogni limite, che ha creato un precedente di cui vi assumerete tutte le responsabilità nei confronti della comunità cristiana di Borgo Montenero, perché, per quanto se ne dica, fino ad ora non abbiamo testimonianze di persone d’accordo riguardo a questa spiacevole vostra decisione, e abbiamo trovato conforto e solidarietà in tantissimi altri sacerdoti e preti, amici della famiglia di Barbara. Non speriamo che queste umili parole facciano scalpore, ma almeno vogliamo che facciano riflettere… ripartiamo dalle parole di Papa Giovanni II La Chiesa del Signore è aperta a credenti e non credenti, parole confermate da Papa Francesco… ma evidentemente non a tutti arriva forte e potente questo messaggio!”, si legge nel testo, nel “Grido di rabbia per una decisione sicuramente non conforme alla morale e alla carità cristiana, che mina alla base il desiderio e il bisogno di avvicinarsi alla Chiesa e che ci spinge a riflettere sugli uomini che la rappresentano e che non fa onore a tutte quelle persone che lottano ogni giorno per l’unione di tutte le religioni”.

Una scelta destinata a far discutere.

FONTE: https://www.latinaquotidiano.it/

16 luglio 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»