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Nuova scissione nel Pd? Cuperlo: “Resto solo se chi guida smette di usare la clava”

ROMA – “Non sono io a dover dire quanto rimarrò. È Renzi a dover spiegare perché con parole e gesti spinge militanti e iscritti fuori dal suo partito senza che altri attorno a lui levino una voce. Io ho votato Sì a un referendum avventuroso per tentare di tenere unito quel partito e ho espresso sempre le mie critiche con la massima lealtà. Rimango perché non rinuncio a battermi nella forza più grande. Lo faccio anche per mantenere un ponte tra noi e il resto della sinistra e non affidare l’idea di un governo progressista alle teche Rai”. Lo dice l’esponente della minoranza Pd Gianni Cuperlo in un’intervista a Repubblica.

“In un partito stai se hai l’agibilità per viverlo. Se puoi esprimerti, far valere le tue proposte. Se alla guida non c’è chi usa le primarie come la clava dei Flintstones- aggiunge Cuperlo- Chi se ne sta andando, spesso in silenzio, non lo fa per una poltrona. Solo accennarlo è meschino. Molti se ne vanno perché sentono offesa la loro dignità, la piccola o grande biografia che si portano addosso. Non capire questo vuol dire chiudere l’ombrello sotto il temporale”.

16 luglio 2017

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