Sanità, Ricciardi: “E’ epoca di guerra, ma diversa: salviamo il sistema sanitario nazionale”

ROMA – Impoverimento, disoccupazione e disuguaglianze. Parte da qui l’intervento di Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), che al 74esimo congresso della Società italiana di pediatria (Sip) parla dei “milioni di persone che oggi nel mondo non hanno lavoro, né si possono curare dovendo pagare farmaci costosissimi. Questi sono eventi tipici delle guerre e dobbiamo attrezzarci: dobbiamo salvare in Italia il nostro Servizio Sanitario Nazionale, ancora uno dei pochi universalistici”.

‘I migliori anni della nostra vita’ è il titolo della sua relazione. “È una citazione presa da un bellissimo discorso che Winston Churchill fece quando l’Inghilterra era minacciata dalla Germania nazista. Era un’epoca di guerra- continua il presidente dell’Iss- una guerra combattuta con i cannoni e con la polvere da sparo. Oggi viviamo in un’analoga epoca di guerra- sottolinea Ricciardi- ma è combattuta in maniera diversa: una guerra commerciale, una guerra in cui i feriti sono coloro che perdono il posto di lavoro e che non hanno prospettive. Comprendere che siamo in un’epoca di guerra, anche se diversa, è importante per capiremo dove dobbiamo portare la sanità del futuro”.

Ricciardi lancia poi uno sguardo sul mondo e commenta la nuova legge sull’immigrazione clandestina di Trump: “Soltanto in questa settimana ha separato 2.000 bambini dai genitori, ha preso duemila bambini e li ha messi in carcere. Se non è un’epoca di guerra questa- ribadisce il presidente dell’Iss- non riusciremmo a capire che stiamo vivendo un periodo eccezionale”.

Per quanto riguarda l’Italia “già i dati finanziari dell’ultimo decennio sono quelli tipici di un’epoca di guerra- spiega Ricciardi- perché nella Seconda Guerra Mondiale perdemmo il 7,5% del prodotto interno lordo. Con questa crisi economica abbiamo perso il 10%. È ben di più. Ci dobbiamo attrezzare perché nessuno ci regalerà niente in quest’epoca geopolitica così complessa”.

Sul da farsi, il presidente dell’Iss aggiunge: “Bisogna essere realisti perché chiaramente non tutto quello che può essere fatto in teoria può essere realizzato in pratica. In Italia possiamo salvare il nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

Ieri il governo spagnolo, “ha deciso di ripristinare il servizio sanitario nazionale perlomeno in termini di desiderio. Ha detto ‘Cambieremo la legge dell’aprile 2014’, in cui agli spagnoli fu modificato l’accesso ai servizi sanitari, passando da ciudadanos a asegurados. Il desiderio del governo spagnolo è quello di tornare ad avere ancora dei cittadini che hanno dei diritti”.

“Noi questo non lo abbiamo mai perso dal punto di vista teorico ma da quello pratico- sottolinea Ricciardi- molti cittadini del nostro Paese, soprattutto nelle Regioni meridionali, non accedono più ai servizi essenziali. Sono costretti a muoversi, o a rinunciare ai servizi, o a pagarseli di tasca propria- conclude Ricciardi- e questo è quello su cui noi dobbiamo lavorare”.

16 giugno 2018
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