Le imprese si riorganizzano: nasce Assoindustria Veneto centrale

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Le imprese si riorganizzano: nasce Assoindustria Veneto centrale

VENEZIA – Con la nascita di Assindustria Veneto Centro, prodotto della fusione di Confindustria Padova e Unindustria Treviso, presentata oggi al palaexpo di Marghera, Venezia, nasce ufficialmente il terzo angolo di quello che viene definito “il nuovo triangolo economico italiano nel cuore dell’europa“.

Il triangolo in questione è composto da Milano, Monza e Lodi in Lombardia, Bologna, Modena e Ferrara in Emilia Romagna e Padova e Treviso in Veneto.

“Il Pil di queste otto province arriva a 324 miliardi di euro, pari a quello dell’intera Danimarca, mentre il valore aggiunto della loro manifattura è di 53 miliardi, pari al Pil del Belgio”, evidenzia Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, docente all’Università Cattolica di Milano ed editorialista economico.

Se poi si aggiungessero anche Varese in Lombardia e Venezia in Veneto, i valori salirebbero a “375 miliardi di Pil, ovvero pari a quello dell’Austria intera, e a 63 miliardi di valore aggiunto, pari al Pil della Svezia“.

Numeri impressionanti, dovuti al fatto che Lombardia e Nord Est “rappresentano ipoteticamente la sesta nazione europea a livello economico e la quarta per valore aggiunto. Il surplus determinato dall’export manifatturiero pone l’aggregato Lombardia e Nord Est addirittura al secondo posto in Europa dietro solo alla Germania”.

Confindustria, Finco: “Dimensione fondamentale per essere vincenti”

Per aggredire i mercati globali sono fondamentali le dimensioni, sia quelle “delle imprese, del sistema associativo e di quello territoriale”, perché “non possiamo confrontarci con Paesi competitivi come Germania e Cina se non facciamo sistema“.

Per questo l’operazione di fusione tra Confindustria Padova e Unindustria Treviso, che porta alla nascita di Assindustria Veneto Centrale, presentata oggi agli associati al palaexpo di Marghera, “è importante per il sistema associativo confindustriale ma anche per il territorio veneto” e deve “fungere da stimolo per tutto il Paese“. Lo sostiene il presidente di Confindustria Padova, Massimo Finco, intervistato dalla “Dire” prima dell’inizio dell’assemblea degli iscritti.

“Il Veneto, che è un territorio da cinque milioni di abitanti, è l’area minima per fare sistema. Noi con Padova e Treviso ci proponiamo come primo nucleo forte di questa operazione“, continua Finco.

“Ma quello con Treviso non è un passaggio intermedio, questa è l’operazione”, precisa poi il presidente. Le due province sono ricche di imprese, hanno “un manifatturiero moderno che aggrega produzione e servizio, e proprio “le differenze tra i due territori, che metteremo a sistema, saranno il nostro punto di forza”.

La nuova Assoindustria del Veneto centrale avrà “cento dipendenti a disposizione dei nostri associati, che dovranno avere servizi migliori ma soprattutto orientati al futuro”, perché “l’associazione deve saper guardare avanti e anticipare le richieste degli associati”.

Ci saranno poi “una sede legale a Padova e una sede operativa a Treviso, più due sedi di rappresentanza e un unico direttore. L’organizzazione sarà divisa per funzioni e per aree, in modo da rendere l’associazione più vicina agli associati”, spiega Finco, richiamando il titolo dell’assemblea di oggi, ovvero “costruire il nuovo triangolo industriale“.

Padova e Treviso prendono infatti ad esempio il lavoro fatto a Milano, e a Bologna, realtà capaci di aggregare, che vanno a costituire un ideale triangolo proprio con il Veneto, coprendo l’area più produttiva d’Italia, “che io credo produca il 50% del Pil del Paese“.

Bevilacqua: “Treviso-Padova sia esempio trainante”

Circa 3.300 imprese rappresentate, molte delle quali Pmi, per un totale di 155 mila addetti. Questi i numeri di Assindustria Veneto Centro, nata oggi dalla fusione di Confindustria Padova e Unindustria Treviso, che diventa di fatto la prima associazione regionale e la seconda a livello nazionale.

“Arriva a compimento una delle operazioni di associazionismo industriale strategico non solo di maggior peso a livello ponderale ma soprattutto di più ampie vedute, con Padova e Treviso che, da riconosciuti territori chiave traino dell’economia nazionale, scoprono l’importanza delle loro diversità dando valore aggiunto alla complementarità delle due realtà e conferendo concretezza alla parola fare sistema”, commenta Nunzio Bevilacqua, giurista d’impresa ed esperto economico internazionale, presente all’assemblea odierna, al palaexpo di Marghera.

“Piccoli sarà anche un valore per le Pmi ma, coordinati, si va molto più avanti“, continua Bevilacqua.

Questo è “un momento che resterà nella storia industriale del nostro Paese, non solo per il fatto che i presidenti Finco e Piovesana hanno saggiamente guardato alla prossima generazione, ma perché questo, molto probabilmente, andrà a rappresenta un virtuoso apripista per un nuova concezione associativa”.

Oggi, infatti, “è necessario avere due orizzonti, uno interno ed uno internazionale”. E quindi le associazioni devono “guardare da una parte a rappresentare doverosamente le istanze di un importante cuore produttivo e propulsivo nell’ottica nazionale diventando sempre più influencer delle future politiche industriali, anche con interlocuzioni europee, dall’altra a far sì che il sistema aiuti chi non è sufficientemente dimensionato per conquistare i mercati mondiali in forma autonoma”, conclude Bevilacqua.

16 giugno 2018
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